Vasco Rossi, fumettista ha fatto il sogno sbagliato

Vasco Rossi, fumettista
ha fatto il sogno sbagliato

di Iannozzi Giuseppe

Gli italiani non leggono.
In pochi si degnano di leggere anche solo un libro all’anno.
Quasi il 40 % degli italiani non legge un solo libro in dodici mesi. La più parte degli italiani vive e muore nell’ignoranza più totale – e assurda.

I pochi che leggono, che cosa leggono?
Purtroppo non è difficile rispondere: le istruzioni per usare in maniera corretta la carta igienica. Punto e a capo.

Siamo un popolo di ignoranti e di scrittori ancor più ignoranti. Il massimo che un giovinastro italiano riesce a digerire è un manga giapponese, tipo Evangelion o Dante’s Inferno, per cui non stupisce che a crescere sia solo il numero dei fascisti in erba e dei pazzi – che osano dirsi anarchici e vittime della società.

Dall’introduzione scritta dal pugno di Vasco Rossi: “Il fumetto è un’espressione d’arte contemporanea. Arte povera ma… buona, come la musica rock. Il fumetto è ‘pittura’ leggera come la canzone, entrambe ‘leggere’ e insieme profonde, se ne può consigliare l’uso – e l’abuso – non hanno controindicazioni. Portano gioia e fantasia, aiutano a combattere il grigiore quotidiano… Un mondo che non riesce ancora a liberarsi dai pregiudizi nei confronti del diverso e che ha bisogno di trovare un ‘colpevole’ perché non sa affrontare le ‘colpe’” .

Dalla quarta di copertina di Ho fatto un sogno: “In un futuro rigido e controllato, il mondo è governato da una dittatura che ha proibito ogni forma di libera aggregazione e ha proibito quella che ritiene la principale causa di dissidenza: la musica. La popolazione è obbligata a essere “felice” o meglio a mostrare una felicità del tutto televisiva, fatta di sorrisi da copertina e facce buffe spesso ottenuti con l’ausilio di farmaci antidepressivi ed euforizzanti: non essere felici, così come suonare o ascoltare musica, è un terribile reato. Ma nel sottosuolo la resistenza si è organizzata, molti musicisti vivono in clandestinità, ci sono concerti, è possibile fare musica ed è in atto un piano per incrinare la facciata felice del regime: la dittatura ha le ore contate, e a seppellirla potrebbe essere la forza della musica”.

Vasco Rossi viene assurdamente elevato al rango d’un George Orwell con il suo 1984. E’ a dir poco assurdo, per non dire stomachevole.
In una società come la nostra, sempre più povera e violenta, avvinazzata e drogata persa, un fattore di canzonette si autoelegge eroe che salva il mondo… attraverso il rock, quello più basso e triviale, quello che si vende allo stadio.

Rimane una sola considerazione da fare: si nasce incendiari, si muore pompieri.

Ieri a morire pompiere è stato l’ex punk Giovanni Lindo Ferretti, oggi teocon che bello bello dichiara a tutti che lui vota la Lega di Umberto Bossi – e nell’intanto Franco Battiato è già pronto a infestare i negozi di musica con un disco di cover pescate dalla discografia di CCP, CSI e PGR.
Vasco Rossi invece si nomina eroe e salvatore dell’Italia: chissà che diavolo si è fumato! Non il cervello, perché un businessman come il Blasco oggi come oggi è davvero difficile trovarlo. E’ uno dei pochi che riesce a far soldi raschiando il fondo del barile: la sua fortuna è che il popolo italiano è fatto di asini patentati e boccaloni. La politica del Blasco è di far danaro sulla stupidità altrui. E’ chiaro. Punto e a capo.

Ecco dunque che dopo l’ignobile graphic novel che vede Fabrizio De Andrè protagonista, un altro fumetto drogherà il cervellino di quei pochi italiani che osano dirsi lettori.

Se tutto va bene, siamo fottuti.

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in attualità, critica letteraria, cultura, Iannozzi Giuseppe, recensioni, riflessioni e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Vasco Rossi, fumettista ha fatto il sogno sbagliato

  1. eris64 ha detto:

    Ciao ciao Beppe,
    concordo, gli italiani leggono poco – ma soprattutto non distinguono la Letteratura Vera da quella di serie b,c,d,etc.
    Io sto diventando un “caso patologico”, in compenso … mi rifugio Troppo nella lettura!!!

    Tornando al tuo post, non saprei che dire. Vasco mi piace, o meglio mi piacciono le sue canzoni. Lui – non me ne sono mai “preoccupata”.

    Interessante articolo ^*^

    P.S : ti ho lasciato un commento di risposta nel mio *
    Dimenticando di dirti che : amo anch’io molto la montagna, ma la casetta è al mare, dunque … ^*^

    Bacio, buona giornata ^*^ eris&bau!

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Eris, sottolineo in pieno: gli italiani leggono poco, leggono male, non sanno riconoscere la Letteratura dalla narrativa popolare. Non per creare dei ghetti culturali, tuttavia bisogna riconoscere che tra il noir, la sf, il giallo, di porcheria ne circola in quantità industriale. Ahinoi anche la Letteratura è stata infettata: non so se tu hai letto Tiziano Scarpa – mi auguro per te di no -, ma ha vinto il premio Strega 2009 con un un libello che definirlo tale è già fargli sin troppo complimento. E che dire di Ammanniti? Abbiamo toccato il fondo e decretato l’invalidità di certi premi, tra cui anche il premio Strega che fu prestigioso e che oggi è una presa per i fondelli, una medaglia al disvalore per chi la riceve, essendo che sol più si tratta di un macabro gioco di potere fra i gruppi editoriali.

    Vasco mi piaceva all’inizio. Oggi non se le scrive neanche più da solo le canzoni. Canta e fa lo sbruffone.

    Il sédicente fumetto “Ho fatto un sogno” è a dir poco orrendo: non fosse per il fatto che ha sù la firma Vasco, qualsiasi editore l’avrebbe rimesso al mittente senza pensarci nemmeno una volta. E’ questo che fa inalberare: c’è tanta brava gente a spasso per colpa di gente come Vasco che forti solo del loro nome credono di poter monopolizzare anche altri campi, come quello del cinema, della narrativa, del fumetto.

    No, a me il mare piace solo di notte. Mai andrei in spiaggia. Esclusivamente di notte, dopo il tramonto, come i vampiri. Sono uomo nato o per la città o per la montagna. 😉

    baci

    beppe

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.