Gemma Gaetani ti tradisce mentre lo fa per aggiungere pepe all’amore

Gemma Gaetani

Elogio del tradimento

Intervista a tradimento all’Autrice

a cura di Iannozzi Giuseppe

Gemma Gaetani - Elogio del tradimento

L’unico vero caso in cui tradire è un peccato è quello della coppia eroticamente fedele a se stessa, ossia il tradimento della possibilità del tradimento. Questo l’assunto dal quale muove spassosamente Gemma Gaetani per smantellare, esempi alla mano, da Ikea alle vacanze low cost, la comune concezione del tradimento, derivante da un’interpretazione distorta della figura di Giuda, il “traditore” per eccellenza, e dimostrare come l’esercizio della virtù non porti, praticamente mai, a niente di buono. Con una prosa dissacrante e ironica ma allo stesso tempo arguta e costellata di riferimenti letterari, cinematografici e iconografici, l’autrice ci spiega come tradire in segreto e con assiduità ci consenta di decostruire la vigente e ridicola concezione sacrale dell’amore fedele, offensiva per altro nei confronti di Dio, l’unico a cui dobbiamo un trattamento di tipo esclusivistico, di soffrire meno nel caso in cui il nostro oggetto d’amore ci dia il benservito, di vivere continuamente il brivido di una nuova conquista che ci è invece negato da pratiche contemporanee vieppiù diffuse quali la coppia poliamoristica, lo scambismo, il sesso virtuale, l’autoerotismo e la fruizione della prostituzione. Dai vantaggi economico-sociali del tradimento alle vere e proprie dritte per aspiranti traditori, saremo forniti di ottime e valide ragioni per l’esercizio di questa nuovissima virtù, per troppo tempo rimasta ingiustamente relegata tra i vizi peggiori dell’umanità.

Elogio del tradimentoGemma GaetaniVallecchi Editore – 1ma edizione 2010 – 360 pagine – ISBN 978-88-8427-156-3 – Prezzo di copertina: € 12.50

1. In “Paradise lost” di Milton è la risposta. Di Adamo è il compito di vigilare su Eva, perché lei è debole e già una volta ha ceduto alle lusinghe dell’Angelo traditore in veste di serpente. Non fu forse Eva creata da una costola di Adamo perché gli fosse compagna? Sì, così fu. E Lei tosto lo tradì mangiando la polpa di quell’unico frutto che il Padre Iddio aveva vietato.

Gemma Gaetani: Ma per essere Eva, Giuseppe, ci vuole una forza che nessuna costola di uomo, che è spesso la creatura più debole del mondo, ha…

2. Tu sei credente?
Se credi in Dio, allora Dio è forte abbastanza da creare l’uomo e da strappargli una costola affinché abbia la compagna da lui desiderata.
Dio precisa ad Adamo che Eva è tanto bella quanto debole, quindi è suo compito vigilare sulla compagna perché non cada in tentazione coinvolgendolo.
Eva trasgredisce.
Adamo, quando il danno è oramai perpetrato, può solo rendersi colpevole anche lui, per non lasciare Eva da sola con il suo peccato. Colpa di Adamo – ed egli proprio per questo si rimprovera – fu di aver accordato troppa fiducia a una creatura che lo stesso Dio gli aveva indicato debole, facile preda delle tentazioni.
Da qui la cacciata dal Paradiso.
Satana ha vinto.
Blake disse di Milton che “era un vero poeta, e stava dalla parte del diavolo senza saperlo”.
Satana è il protagonista, il ribelle, che nonostante l’ira di Dio e la cacciata nell’Inferno, non si arrende e penetra nel regno di Dio per corrompere le creature di Dio. Satana ci riesce, corrompe la donna e con essa l’uomo, quell’Essere creato a immagine e somiglianza di Dio. Satana, per come l’ha esaltato Milton, è un personaggio positivo, un ribelle shakespeariano che non conosce regole morali.
Gli Angeli di Dio possono solo limitarsi a far conoscere un pezzetto del futuro che attende Adamo.

Gemma Gaetani: Io credo in Dio come al Grande Narratore. Poi ci credo come mito, trovo la Bibbia analoga alla saga di Guerre Stellari (una mitopoiesi). In momenti di debolezza mi dico che sarebbe bello se poi questo Dio esistesse, ascoltasse le nostre preghiere, custodisse i nostri morti, e in quei momenti credo vere queste mie ultime due affermazioni.
Credendoci così, non posso considerarmi una costola di Adamo, e se proprio devo pensare alla donna come a un pezzo di Adamo e in generale dell’uomo, allora ci penso come a un pezzo non fisico: il coraggio, la forza, anche di “peccare”.

3. Insomma ci credi poco in Dio. Nietzsche diceva che non è stato Dio a creare gli uomini, ma al contrario sono stati gli uomini a creare Dio. Per illudersi di avere sempre a portata di mano un’àncora di salvezza.
La Bibbia è un libro, a suo modo, divertente; forse il primo esempio di fantascienza. E’ un libro che parte da un presupposto maschilista: la donna viene creata con il solo e unico scopo di servire l’uomo, il maschio.
Dunque, a tuo avviso, i maschi avrebbero meno coraggio di peccare… di cedere al tradimento?

Gemma Gaetani: Ci credo a modo mio… Per quanto pensassi quanto pensa Nietzsche ancor prima di leggere Nietzsche, e ricordo che da bambina, alle elementari dalle suore, quando ci portavano a messa ogni venerdì, pregando dopo la Comunione che noi comunque non prendevamo che dopo aver appunto fatto la Prima Comunione, io esordivo nella mia testolina così: “Dio, se esisti…”.
La Bibbia è bella! E sì, il sistema “sociale” che delinea, compreso quello extraterreno, è decisamente maschilista. Il capo è Dio, un uomo.
I maschi molto spesso sono più patetici delle donne nelle questioni d’amore. Se tradiscono lo fanno spesso con senso di colpa. Poi confessano, facendo dei macelli incommensurabili e perdendo amata e amante. Confessano perché sono deboli, incapaci di tenere un segreto. Una donna, invece, se tradisce e basta è quasi sempre molto allegra. E a volte tradisce così tanto (nel senso che va così tanto lontano nel tradimento) che il partner ufficiale lo lascia proprio e si fidanza con l’amante. I maschi molto meno…

4. La mia posizione è chiara: Dio è una invenzione dell’uomo. Una bella invenzione? Non direi proprio. In nome di Dio, e non parlo del solo Dio cristiano, si sono fatte e si continuano a fare guerre, che conducono a morte certa milioni di persone. Con la scusa di Dio, di asserire “il vero Dio è quello della mia Fede”, dalla notte dei tempi l’umanità si stermina producendo i più esecrandi crimini immaginabili e non.
Ma lasciamo perdere la fede e la religione.
Gli uomini sono deboli nel senso che sono degli spacconi: quando tradiscono, loro non possono fare a meno di vantarsene in giro, con amici e nemici. Le donne invece tradiscono ma non si sentono quasi mai in colpa, hai ragione. E quando si confidano con le amiche è perché hanno già deciso che resteranno con l’amante; che non torneranno più dal fidanzato ufficiale o dal marito. Alle donne piace amare e tradire in egual misura. Non è forse così?

Gemma Gaetani: Spesso per le donne tradire è amare un altro. Non: andare a letto e basta con un altro. Ecco perché i sintomi tipici dell’amore quando una donna tradisce: l’allegria, la gioia, poi il desiderio di legarsi in via esclusiva all’amante mollando il partner ufficiale. Poche donne sanno separare i sentimenti dalle sensazioni del corpo (quando una donna fa sesso quasi sempre è perché ama). Molti uomini invece sanno farlo, e per loro il tradimento è spesso un conforto fisico e niente più. L’amante è un puro oggetto, quasi sempre costretto a subire la gerarchia che lo stesso uomo subisce: prima la moglie, poi se stesso, poi l’oggetto. Certo, c’è anche l’amante di uomini sposati che decide di relazionarsi con questa categoria proprio perché non corre il rischio di ritrovarsi davanti uno che le vorrà sposare. Sono le coraggiose che hanno fatto propria, dell’uomo, la capacità di separare amore e sesso. Per la società, sono peggiori delle prostitute.

5. Mi sovviene una canzone cantata da Tonino Carotone, “Me cago en el amor”: “Porque voy a creer yo en el amor/ si non me entiende no me comprenden tal como yo soy/ Porque voy a creer yo en el amor/ si me traiciona y me abandona cuando major estoy/ No sabemos muy bien entre tu y yo/ y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor”. In definitiva nonostante sembri che l’amore sia al di sopra di tutto, non è vero, l’amore è invece colpevole. Per queste donne che tradiscono, che tu indichi “coraggiose”, ritenute dalla società “peggiori delle prostitute”, esiste l’amore? E: che senso ha il sesso (animale) senza amore?

Tu, Gemma, hai mai tradito? Immagino di sì. In che modo hai tradito? per quale egoistica necessità?

Gemma Gaetani: Conosco la canzone, Giuseppe, la cito anche nel libro. Altri versi, però, non questi.
Certo che esiste l’amore per chi tradisce.
“E’ tutto amore”, dice Don Giovanni, “chi a una sola è fedele / verso le altre è crudele”.
Io ho tradito, la prima volta, per andare a vedere cosa voleva tradire. Non mi è venuto molto difficile, perché di mio non sono fedele che a pochissime cose, trovo mortifera la fissità, vivificante mettersi continuamente in gioco, e anche naturale, perché ho una natura da animale selvatico (forse te ne sei accorto su La poesia e lo spirito).
Usi la parola colpevole. Io trovo invece molto sano liberarsi del senso di colpa ad ogni livello di relazione sentimentale, affettiva, o semplicemente sociale, con se stessi e con gli altri.

6. La Bellezza è la Poesia al di là delle regole morali. Tu, Gemma, sei pronta a tradire. Solo i Belli e i Dannati sanno tradire. O no?

Gemma Gaetani: Quoto i Dannati. I Belli tradiscono spesso per vanità, i Dannati perché non hanno paura di ciò che per tanti è il Male.

7. Di te hanno detto che oggi hai “il coraggio di parlare con intelligenza dell’argomento a più alto rischio di stucchevolezza: l’amore. Con un coraggio tipicamente, sensualmente, corposamente femminile”. E’ vero questo?

Gemma Gaetani: Non so se è ‘tipicamente’ femminile il mio modo di vedere e far guardare le cose… Mio malgrado mi caratterizza una prepotenza (che può anche respingere il lettore, e infatti nel mio piccolo subisco questa cosa che o mi si ama o mi si odia, o mi si considera voce brava, necessaria e unica e ancora più stimabile perché femminile o un’idiota sentimental-pop) che non so quanto sia ‘tipicamente’ femminile, di certo non è femminista perché non amo il femminismo. L’amore è comunque un tema molto pericoloso, io tento di far passare attraverso le tematiche amorose i rapporti di relazione, di potere, di dipendenza, di conflitto tra due o più individui, e l’esame di quelli.

8. Gemma, a tuo avviso c’è una qualche briciola di verità in una asserzione come “il genio è figlio del lusso e dello spreco”?

Gemma Gaetani: La questione che il genio sia figlio del lusso e dello spreco (e soltanto di questo) è per me poco condivisibile. Che brutte categorie, mentali come estetiche, che trito e ritrito snobismo: lusso, spreco… Che poi ormai sono le categorie estetiche dei rapper americani, insomma nemmeno più originali… Essendo magari Oscar Wilde o Gabriele D’Annunzio, si può anche parlare di lusso e spreco ed associarlo alla letteratura. Altrimenti si rischia di fare la figura di chi dice che la luna è bella perché è grande.
Secondo me il tradimento è comunismo e non borghesia e non capitalismo, e credo sia importante decostruire quella convinzione che ce lo fa vedere come appannaggio di ricchi, stronzi e falsi. E’ un rifiuto di quell’imperialismo capitalistico-amoroso per cui se ti amo ti possiedo e sei mia proprietà, e perciò non mi devi, non mi puoi, non mi devi e non mi puoi voler tradire. Infatti c’è tutta una tirata, nell’Elogio, sul senso che fuoriuscire dalla coppia aveva per quella “falange” non armata di un pensiero in qualche modo comunista che fece la rivoluzione sessuale negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Un elogio anche di costoro. Poi certo, io non volevo fare il saggio alla Norma Rangeri. Volevo difendere il tradimento a prescindere dalla sua eventuale valenza politica.

Sul blog di Gemma Gaetani la rassegna stampa completa

http://www.gemmagaetani.com/

NO OT

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amore, critica, critica letteraria, eros, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe consiglia, interviste, libri, promo culturale, scrittura, sessualità e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.