Lilli Gruber torna in tv e il 22 ottobre sarà in libreria con il suo nuovo libro

Lilli Gruber torna in tv e il 22 ottobre
sarà in libreria con il suo nuovo libro

Lilli Gruber

Lilli Gruber

Lilli Gruber, giornalista e conduttrice de La Sette, è pronta a tornare in tv. E il 22 ottobre, per Rizzoli, uscirà il suo nuovo libro, «Tempesta».

«Questo libro è un attacco all’intolleranza. Un appello a trovare il coraggio di ammettere che in ogni tragedia collettiva esiste una responsabilità individuale», spiega la Gruber, che a settembre aveva interrotto la messa in onda del suo programma, Otto e mezzo, per problemi di salute, adesso archiviati.

E ancora: «E’ anche una grande storia d’amore, di sofferenza, di gloria e di segreti nel cuore del Terzo Reich. È il racconto della tempesta che ha travolto la mia famiglia, la mia Heimat e l’Europa intera nella Seconda guerra mondiale, la più devastante nella storia dell’umanità. La protagonista è la mia prozia Hella Rizzolli, la cui vita fu segnata da due dittature: l’una subita, il fascismo, l’altra sciaguratamente scelta, il nazismo. Scrivendo di lei, e di tutti gli altri personaggi, alcuni reali, altri nati dalla mia immaginazione, mi sono confrontata con la consapevolezza che di fronte ai drammi della Storia, per quanto possiamo sentirci impotenti, nessuno è innocente. Ho trovato molto su cui riflettere: innanzitutto sul rischio mortale del rifiuto della diversità e dell’ossessione della purezza razziale. La Storia si ripete e oggi occorrono coraggio e determinazione per affrontare le nuove forme di odio e di violenza. Questo libro, più intensamente mio di qualsiasi altra cosa io abbia mai scritto, è un’esplorazione personale del peggiore incubo della nostra memoria collettiva. Ho voluto usare gli strumenti della fiction, della suspense e del dramma, per trasmettere una convinzione che nasce dal mio lavoro di giornalista e si è rafforzata in questa prova narrativa: scegliere il Bene dipende solo da ciascuno di noi».

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Ozzy Osbourne – Mr. Crowley

Ozzy Osbourne – Mr. Crowley

Ozzy Osbourne

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Be Honest With Yourself: Nothing Worth Having Is Free

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Truman Capote: “Colazione da Tiffany” – Recensione di Iannozzi Giuseppe

Truman Capote

Colazione da Tiffany

di Iannozzi Giuseppe

Truman Capote

Truman Capote

“Sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale. Sono un genio.”

Truman Capote

Barry Paris ricorda le lamentele di Capote, con queste parole: «Marilyn è sempre stata la mia prima scelta per interpretare la ragazza, Holly Golightly». La scelta cadde su Audrey Hepburn, così, non a torto, Capote accusò la Paramount di aver fatto il doppio gioco. La sceneggiatura venne poi affidata a George Axelrod, che deformò in maniera hollywoodiana il romanzo di Truman Capote: l’ambiguità sessuale di Holly, la sua bisessualità viene difatti completamente stralciata. Il personaggio di Liz, presente nel film, è una invenzione dello sceneggiatore, utile solo a rendere il film più appetibile al palato frivolo del pubblico dei primissimi anni Sessanta.
Nel romanzo di Truman Capote non ci sono edulcorate romanticherie, né si lascia a intendere che Holly e Paul, alla fine, si metteranno insieme. La sceneggiatura di George Axelrod prende soltanto spunto dal romanzo di Capote. Nel romanzo “Colazione da Tiffany”, Capote disegna un quadro ben preciso della società americana; essa è decadente e morbosa ed è tutta incarnata nel personaggio di Holly, una donna né giovane né vecchia, sognatrice e cinica allo stesso tempo. Paul Vorjak, nel lavoro di Capote, ha un ruolo marginale, mentre nel film hollywoodiano diventa il coprotagonista della storia insieme ad Holly.
Hollywood ha saputo trasformare uno dei Capolavori di Truman Capote in una dozzinale storiella romantica: siamo di fronte a un vero e proprio oltraggio, e questo è quanto. Dimenticate dunque il film di  Blake Edwards, leggete invece la vera storia di Holly Golightly, quella scritta in maniera ineccepibile da Capote, il più grande genio decadentista insieme a Oscar Wilde.

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“Requiem per l’amore”. Il nuovo romanzo che Iannozzi Giuseppe sta scrivendo

Requiem per l’amore

Il nuovo romanzo che Iannozzi Giuseppe sta scrivendo

Montmartre - Van Gogh

Montmartre – Van Gogh

Il prossimo sarà un romanzo breve, di gran classe però. Un romanzo d’amore? Forse che sì, forse che no.
I più pensano che l’amore sia l’amore, punto e basta. E così giù con l’amore declinato in milioni di sfumature, sempre uguali, sempre dozzinali. I più pratici invece pensano  che l’amore si riduca al sesso. Sia come sia, il romanzo che sto scrivendo è ambientato a Parigi, sfondo ideale per conferire anima e corpo a una storia dai contorni neri. Perché l’amore è nero e non rosso.

Iannozzi Giuseppe - scrittore, giornalista, critico letterario

Iannozzi Giuseppe – scrittore, giornalista, critico letterario

I Romani credevano che l’amore scegliesse e per questo lo rappresentarono come un fanciullo bendato dicendolo nato da Venere, la dea della Bellezza.

Tuttavia, l’amore che intendo portare nella mia storia non è fatto di bellezza, di sentimenti alti o volgari, né si basa sul sesso. Non è un noir, non è un thriller, non è un romanzetto lialesco e non è un lavoro che si possa dire dannunziano. In questo nuovo lavoro, nuovo in ogni senso, porterò l’immagine nuda e cruda del vero amore, senza alcun abbellimento imposto dalle regole della società.

L’amore è brutto, è scimmiesco, è un Requiem privo di qualsiasi solennità.

Bene, per il momento, questo è il poco che posso dirvi. Il nuovo romanzo è in fase di scrittura. Penso mi occuperà per due o tre settimane. Ogni parola dovrà essere infatti ben pesata, affinché il mio Requiem per l’amore, alla fine, risulti così come è stato concepito dalla mia testa.

Iannozzi Giuseppe

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Potenziale stupratore

Potenziale stupratore

di Iannozzi Giuseppe

Stalin lo stupratore

Stalin lo stupratore

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič gli faceva le pernacchie.
“Ti cadrà il naso, poi morirai”, lo minacciava Dmitrij.
Lo aveva sempre odiato quel sovversivo.
Stalin, più di là che di qua, per il momento, riusciva ancora a rispondere al suo accusatore, con delle frasi breve o brevissime.
Era il 28 febbraio.
Mai più si sarebbe aspettato di tirar le cuoia in maniera sì tanto miserevole.
Non aveva più il controllo di nessuna parte del suo corpo.
Sol più subiva le minacce di Dmitrij.
“Te la sei fatta sotto. Hai il culo sporco.”
“Non è vero. Tu menti. Hai sempre mentito.”

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“Giusto un topo in gabbia”. Poesie zappiane. E segnalazione libri di Iannozzi Giuseppe

Giusto un topo in gabbia

di Iannozzi Giuseppe

topo in gabbia

topo in gabbia


Iannozzi Giuseppe. Romanzi da avere e leggere

acquista

L’ultimo segreto di Nietzsche

Angeli caduti

La lebbra

Scandalo Bukowski

Se i miei libri vi piacciono, be’, potete cliccare “mi piace” su questa pagina:

https://www.facebook.com/iannozzigiuseppelibri

Tutti i libri di Iannozzi Giuseppe sono disponibili nelle migliori librerie
ma anche online su Ibs, Libreria Universitaria, InMondadori, etc. etc.
E in ogni caso possono essere richiesti all’editore.


Topo in gabbia

Giusto un topo in gabbia
Qualcuno mi spieghi perché
Sembrava che tutto fosse finito
e invece è solo l’inizio
Non mi dovrei sorprendere,
mamma l’aveva predetto
innaffiando il cranio di papà
nel vaso di fiori

Giusto un topo pieno di rabbia
Qualcuno mi spieghi
quando ha cominciato a buttar male
Quegli otto fessi in tv si litigano il mondo,
io cerco soltanto di uscire da questo labirinto

L’altra sera eri davvero uno splendore
vestita di champagne e occhi allucinati
Nessuno ti scollava lo sguardo di dosso
Fossi stato più pratico sarei stato geloso,
e invece ho fatto finta di niente
continuando a ripetere come un mantra
che domani sarebbe stato un altro giorno
L’altra sera eri calda, eri la donna dei sogni,
ogni maschio ti sbavava a un fiato appena
di distanza…

Giusto un topo in gabbia
Giusto un topo assetato di vendetta
Se trovo l’uscita, giuro, cambierà tutto
Se ho l’imbeccata giusta, questa volta non sarà
uguale alle altre, lacrime ad allungare
il whisky nel bicchiere e a disfarti il rimmel

Se esco da questa vita…
Se esco da questa maledetta prigione,
giuro su Minosse che te la faccio pagare cara
Se esco da questa vita prendo il toro per le corna
Giusto un topo, giusto un topo, giusto un topo…

Non può essere così sempre
Non può essere così per sempre
Non può, non può essere sempre così
Non può, non può esser così per sempre

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