Cherry Lips
Giuseppe Iannozzi
Dall’archivio privatissimo perché non ce l’ha solo lui…
e chi ha orecchi per intendere intenda. – g.i.

Preghiera per il Padre
Mi sveglio ancora
Ancora
nel cuore della notte
con il petto tremante
e la voce strozzata
che dalla gola
non se ne vuole dipartire
Mi sveglio ancora
come presa sotto
da zoccoli di cavalli in corsa
Mi sveglio ancora,
Padre
Non te l’avevo detto,
ma io sì, mi tormento
e il tuo volto estraneo
m’appare, lo posso toccare
- sentire sotto il calore
della mia pelle ch’era d’agnello
e che tu hai offeso
fino a farti odiare
Mi sveglio ancora
Ti ho davanti, Padre
E le vedo quelle tue mani
grandi come badili mulinare
E lo sento il dolore
di Lei che vola
più leggera d’una farfalla
per baciare infine il duro
pavimento
E le sento ancora vive
e vive più di ieri
le carezze della mamma
a calmare i miei singhiozzi,
e lo sento quel suo pianto muto
sul volto devastato preoccupato
di non vedermi piangere per lei
Padre,
non chiedermi di perdonarti ora
Posso solamente fare quel che sento,
restarti accanto fino all’ultimo istante
E poi continuare per la mia strada
cercando di giorno in giorno
d’allontanare il tuo spettro
uguale a interminabile attacco di panico
Padre,
sono stata tua figlia:
ho visto
e non ho dimenticato
che c’eri solamente
per far del male
a me e alla mamma
Ma tu, Padre,
tutto questo
tu non l’hai capito mai
Così questo tuo non capire
ti auguro sia il rimorso ultimo
che per sempre seppellirà
l’ignoranza del corpo
e dell’anima che non hai
Così sia
Cherry Lips
L’hanno cantato
Lo spettacolo deve andare avanti
Ma io no, io non m’arrendo all’idea
e metto le pallottole in canna
Oh Cherry Lips, ho già pronta la pistola
e in testa un lungo lungo tunnel nero
Non mi pensare sentimentale
Ho già visto tutto questo
- Le Porte della Percezione
e il vecchio Dulouz piangere -
Niente oramai mi può portare
a farmi il fegato di dolcezza o fiele
Certo è stata una sorpresa
scoprire una mosca nel whisky
proprio nel momento
che credevo d’aver vinto tutto
Non ci farò però su una malattia
La pistola ha voce tonante
più forte cento volte della mia
Oh Cherry Lips, tu ami tante cose:
lo sciroppo d’acero e quello di ciliegie,
il caffè caldo per svegliarti al mattino, il sole
e le stampe giapponesi di fiori samurai e geishe
e petali, petali di ciliegio nel vento
Tu sì, ami molte cose
E forse hai ragione,
non avrei il coraggio di metterti in ginocchio
con un colpo: nonostante tutto il dolore
rimani pur sempre la bimba che ama,
che troppo ama vivere e tradire i miei sogni
Così non ti preoccupare, ho già scritto a ma’
perché quando non mi vedrà più
mi riservi un posto accanto a pa’
Sono al di là dell’amore
Sono nell’aldilà dell’amore
Sono nel dolore, uomo d’onore;
l’amore non compra amore,
ma i danari sì, basta averne tanti
Così sono oltre l’amore,
forte abbastanza per aprirmi un tunnel
nero e cieco da tempia a tempia,
e debole abbastanza da perdonare
quelle tue labbra rosse, di ciliegia
Ti perdono ogni cosa di oggi di domani
Non disperare per me, il caffè l’avrai domattina
come sempre: solo saranno altre mani a farlo
e saranno altre labbra a incontrare il tuo sorriso
Lo spettacolo deve andare avanti
Ma io no, io non m’arrendo all’idea
e metto le pallottole in canna
Oh Cherry Lips, temo che…
che c’è una furtiva lagrima sul viso
Vieni come sei
La felicità
come l’incesto:
tutti la vogliono,
tutti ne hanno paura
Siamo poi
in fondo
vittime del futuro
che ci attende
oltre l’orizzonte
che i nostri stessi occhi
hanno segnato
Se avessi danari in abbondanza
ti comprerei la felicità
e tu saresti felice
coccolata
da fumi di vodka e di tabacco,
dalla stanchezza d’un uomo
che ama
e non può avere amore
E quando la violenza del mondo
avrebbe ragione
del tuo bel corpo bianco,
puro come petalo
dal vento strapazzato
per qui e altrove,
quell’uomo capirebbe
finalmente
che ci ha provato pure lui
al pari di tanti altri
a vendere la Terra
al primo alieno di passaggio
Capirebbe d’essere
caduto in errore,
di non aver ancora abbastanza
per poter comprarti l’anima in blocco
e sciogliersi di dosso la stanchezza
Piangi per me
Piangi
Piangi quanto ti pare
Non sei la mia storia d’amore
Non sei tu la spina nel fianco
Piangi
Piangi perché mi piace saperti nel dolore
Piangi più forte
Non risparmiare gli occhi
Piangi finché non avrai più lacrime
Piangi
& piangi ancora, con occhi aridi
svuotati d’ogni umore
Piangi, non voglio sentire storie
Non ho bisogno di baci
né delle tue mani nelle mie
Non sei il mio amore
Non sei altro che acqua e sale
che poi vien la pioggia e porta via
Non sei la canzone del mio jukebox
né la beffa e la sberla del dolore
Sei solamente una fra tante
Puoi solo fare una cosa per me,
continuare a piangere senza sosta
Puoi solo continuare a piangere
Non c’è altro
che m’interessi in questo momento
Immagina il tuo funerale e il mio
Immagina due casse da morto
che vengono ricoperte di terra;
e immagina tutti a ridere di noi,
di come l’abbiamo buttata via la vita
Non ti sembra abbastanza?
Avanti, non farti pregare
Non ho bisogno d’un’altra croce da portare
Piangi
& piangi ancora, con occhi aridi o no
L’importante per me è vederti piangere
fino a che sarai esausta
di morire ogni giorno un po’





















































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porca miseria Beppe… suppongo siano testi di canzoni…ma tu la pensi come Cherry Lips?
Io non la penso come Cherry Lips. Io mi limito a raccontare delle storie altrui.
No, non sono canzoni.
“quadri” crudi dell’animo umano , delle sue bassezze dei suoi limiti. Molto belle
cinzia
Sì, direi di sì. Soprattutto la prima che è una chiara accusa contro la violenza che purtroppo tanti padri-padroni adoperano contro le figlie.
beppe