Amaro Valentino
Giuseppe Iannozzi
Dall’archivio privatissimo perché non ce l’ha solo lui…
e chi ha orecchi per intendere intenda. – g.i.

Lilith
Angeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00
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Per i residenti in Torino e provincia: da venerdì 17 agosto potrete trovare Angeli Caduti di Beppe Iannozzi presso le librerie Feltrinelli (senza bisogno di ordinarlo):
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In esilio
Sai, non la so scrivere una poesia
con o senza una rima banale, per un bacio
o una piccola gioia
E pensare che vivevo nella tua luce
per poi scoprire per un vile caso
che da sempre con un altro m’hai tradito
Così, adesso che dovrei mai fare?
Sull’asfalto bollente riposano le rose
già in parte appassite, stracciate
dalla rabbia che m’ha rapito
Ma veloce la gente mi passa accanto
alzando polvere grida e risate in confusione
Una goccia cade pesante a terra, muore
Poi un’altra e un’altra ancora
E levando il capo al cielo
lo scopro sconvolto
rapito
in un sudario gravido di pioggia
Tacendo con lo sguardo ebete
riprendo il cammino calpestando
petali in un’orgia di vento
e passi più vecchi del mio amore,
di questo doloroso amore sconfitto
Già ti vedo accogliermi, Sant’Elena
Non ricordo
Non ricordo, non ricordo niente
Le tue dita legate alle mie
Le foglie dell’autunno a cadere
La tua bocca, ah! Un feto a metà
vestito del dolore di domani
No, non ricordo niente
Ma ho ancora la tua anima conficcata
nell’anima – un paletto di frassino
Fa male il ricordo della tua carne
nella mia – un pugno alla bocca dello stomaco
E, sì, si nutre di freddezza
il dolore che mi lasciasti
a cullare,
non vuol che saperne di dipartirsi
No, non ricordo niente, non le lacrime
non i sorrisi
Sono sempre stato una frana
Eri tu quella brava
Un altro Valentino
Non ti faccio un dono
Sfrontato, sì, cos’altro vuoi da me?
Non t’è bastato tutto quello
che durante l’anno ti ho dimostrato
correndo a destra e a manca,
prendendo pugni in piena faccia,
dormendo niente con le gote in fiamme,
raccogliendo favole da raccontarti
ai bordi dei marciapiedi,
pescando nel cielo angeli sconfitti,
confinandomi alfine in un manicomio
di cui solo tu avevi la chiave
Non t’è bastato vedermi tutti i giorni
e nemmeno che mi cancellassi dalla tua vista
Hai fatto il bello e il cattivo tempo
Hai straziato le mie rose in giardino
per farne un cuscino tutto tuo
E adesso vorresti un altro dono,
uno costoso, che sia immortale:
ma io sono già morto
da un pezzo nel tuo cuore,
che te ne faresti dunque?
Ti adorneresti di ori di perle di rubini
Ti porteresti tra la gente per farti ammirare
e a tutti racconteresti che sono matto
morto nel tuo cuore, meno d’un’ombra fugace,
d’un fantasma senza più il nome
Sotto un cielo stellato
Sempre mi fosti caro
tu, Angelo del cielo,
di nubi coperto o nudo
sotto la lampada del sole
Sempre mi fosti caro
capriccioso ogn’ora
Eppur il sorriso l’hai spento
in breve tempo sul mio viso
Solo rimango
sul prato dell’infanzia
a rimirar quelle stelle
che pure tu amasti
ieri insieme a me
Lieve
Com’è lieve il tuo sorriso
mentre mi porti alla gogna
Nebbia
Con un anello di nebbia
sposasti le mie illusioni
Carnale
Ti ho rubato la bellezza
come si strappa una spina
dalla carne
perché non era di pazzia
A una casalinga
A una casalinga
che voleva cucinare per me
con le sue mani,
le ho regalato una carezza
sul volto pallido
quasi piangente;
poi sono tornato
per strada, ho aggiustato
il collo del cappotto
e ho proseguito da solo
il cammino verso ovest
Quando mi hai lasciato
Quando mi ha lasciato
mi ha baciato sulla guancia,
in un orecchio
mi ha anche sussurrato
che avrebbe pregato
sempre per me
Le ho dato uno schiaffo
Non ho però riso
del suo buffo pianto
In povertà
I tuoi baci
io non li ricordo
Ricordo invece
le tue lacrime
mentre stiravi la povertà
dei colletti delle camice
Lavoravi sempre
Io invece scioperavo:
davanti ai cancelli
davo addosso ai crumiri
Stella
Una sola stella brilla sempre
Tutto il resto riposa nel buio
Pioggia primaverile
A spruzzi
come una pioggia primaverile
Come una pozzanghera
tagliata dalla velocità d’un’auto
Sei la solita bambina
che cerca l’arcobaleno
ai confini del mondo,
nel sorriso dei mascalzoni
che giocano a pallone in cortile
Dopo tanti anni
non sei cambiata d’una virgola,
riesci ancora a farmi battere il cuore
per un goal, per il tuo bel sedere
D’Anarchia
Ti ho rubato il cuore
Non me l’hai mai perdonato
d’essere andato via così
su due piedi, come un ladro
Avevo le mie cose da sbrigare
Quando sono venuto
ti avevo messo in guardia
che non sarebbe stato per sempre:
fuori la luna nasceva piena
e i lupi ululavano e l’eco si fondeva
ai nostri orgasmi ora di passione
ora di tensione
Quando sono venuto
mi hai offerto la tua sigaretta baciata dal rossetto
Però te l’avevo detto
che non si può vivere per sempre
col fumo negl’occhi e tu non mi hai creduto
Solamente ti sei stretta a me:
una bambina spaventata dal buio,
dai rumori che la notte partorisce in grembo
Ti ho accarezzato le gambe di seta
per salire più su fino a sfiorarti i seni
Ti ho baciata a lungo
perché non tutto fosse vano
e non sentissi il peso dell’ossessione
quando me ne sarei andato tra i binari
a sbrigare i miei affari
Ti ho rubato il cuore
Non mi hai ancora perdonato
d’essermi portato via il meglio di te
Prima dell’alba l’hai sentito pure tu
L’hai sentito il gran boato dove passa il treno
Ero solo un uomo, ero un uomo fra tanti
mentre l’amore è d’anarchia
Non mi hai ancora dimenticato



























































![RomanticaVany & Iannozzi Giuseppe scrivono a 4 mani biogiannozzi [& RomanticaVany]](http://iannozzigiuseppe.files.wordpress.com/2010/10/biogiannozzibanner1.jpg)





















![fabio padovan [ poesia ] Fabio Padovan](http://iannozzigiuseppe.files.wordpress.com/2010/10/fabio-padovan.jpg)

















































































Bellissime.
Grazie, Felice.
Non ho davvero idea di cosa ci possa essere di bellissimo nelle poesie che scrivo, ma se piacciono bene.
Un abbraccione
beppe
Sorrido,spesso i ricordi sono tentacoli ingannevoli in una stretta che mai abbraccia.
vany
Sei come le stagioni alternanti, neve, freddo, gelo, sole, brina, caldo, sei nostalgico, amaro, dolce, pepato ,speziato,emotivo, doloroso, barboso,malinconico, eccessivo, infelice sei tutto a seconda l’ora ed i minuti
Ecco,ora mi disarmo di ogni parola , e lascio solo un saluto gentile
Oh, povera la Mia Regina, ti ho disarmata di ogni parola.
♥ ♥ ♥
Ed io ti riempio di leKKatine orsine ♥ ♥ ♥
orsetto di VaNY
La prima e “non ricordo” le ricordo benissimo..quando le hai postate la prima volta?
cinzia
Tanti tanti anni or sono, ero all’inizio, neanche su splinder, bensì sul primissimo blog. Sono proprio vecchie.
beppe
però le hai postate anche su splinder..se no va a finire che mi convinco di avere doni strani
sono stupende.
cinzia
Pingback: Amaro Valentino (poesie dark) – Giuseppe Iannozzi + promo ”Angeli caduti” (Cicorivolta edizioni) di Beppe Iannozzi | AMORE E MORSI