Incidenti in treno
Giuseppe Iannozzi

Train wreck at Montparnasse (1895)
Angeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00
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Per i residenti in Torino e provincia: da venerdì 17 agosto potrete trovare Angeli Caduti di Beppe Iannozzi presso le librerie Feltrinelli (senza bisogno di ordinarlo):
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Preso il treno alla stazione di M.
Ero certo di fare un viaggio sicuro, come sempre.
Mi sarei addormentato subito, o avrei letto due pagine d’un libro che porto sempre con me e poi mi sarei addormentato.
Nella mia vita non ho fatto che salire e scendere dai treni. In pratica i treni la mia casa.
Ho iniziato a fare il rappresentante tanti tanti anni or sono. Preso il vizio non sono stato più capace di smettere.
Per via del mio lavoro mi devo muovere di città in città, bussare alle porte e piazzare il mio articolo.
Adoro piazzare il mio articolo e fare fesso il primo cazzone che mi apre la porta.
Si può dire che il mio talento è di metterlo in quel posto alla gente.
In cabina non c’era nessuno.
Una volta seduto, aspettavo che il treno mi portasse via, lontano lontano.
Un profilattico. Usato. Davanti a me.
Mi sono sentito male.
Ho cercato di aprire il finestrino.
Mi ci sono attaccato con tutta la mia forza pur di tirarlo giù.
Ce l’ho messa tutta.
Ma non ce l’ho fatta.
Per lo sforzo me la sono fatta sotto, poi ho rimesso.
Sono stato costretto a cambiarmi in fretta e furia.
Ho lasciato le mutande sporche e il mio vomito insieme al profilattico usato.
Ho cambiato cabina e vagone.
Per mia fortuna il treno era quasi vuoto. Non ho faticato a trovare un’altra cabina.
Ho controllato che tutto fosse a posto e mi sono accomodato.
Dormivo come un angelo quando il treno s’apprestava a entrare in stazione.
All’improvviso mi sono trovato sepolto sotto un donnone di non meno di centoventi chili.
Doveva essere entrata in cabina mentre stavo sognando un mondo perfetto, senza sesso, retto e comandato a bacchetta dal Vaticano.
Il treno era entrato in stazione ed era uscito dai binari.
Voci agonizzanti mi giungevano all’orecchio e ripetevano che non c’era un perché.
Forse un errore del macchinista. Pare che il treno andasse a tutta birra.
In questo momento il donnone che mi ha seppellito mi sta soffocando.
Non sento più il mio respiro adesso.
Devo avere la cassa toracica a pezzi.
Dovrei sentire un dolore porco e invece no. Brutto segno questo, significa che sono più di là che di qua.
Per di più temo che nel patatrac l’articolo si sia piazzato bene a fondo nel mio sacro orifizio privandomi così della verginità.



























































![RomanticaVany & Iannozzi Giuseppe scrivono a 4 mani biogiannozzi [& RomanticaVany]](http://iannozzigiuseppe.files.wordpress.com/2010/10/biogiannozzibanner1.jpg)





















![fabio padovan [ poesia ] Fabio Padovan](http://iannozzigiuseppe.files.wordpress.com/2010/10/fabio-padovan.jpg)

















































































chiedo scusa ma non l’ho capito
Buongiorno
cinzia
E’ un racconto surreale.
Un venditore a porta a porta che ha fatto dei treni la sua casa.
Vende i suoi articoli perché il suo talento è di vendere il fumo, di far fesso il prossimo con prodotti inutili.
E’ uno che odia il sesso e che sogna una società dove il Vaticano sia anche lo Stato.
Vede il profilattico usato. Si schifa perché odia il sesso.
Imbratta la cabina. La cambia.
Si addormenta. E’ un uomo dappoco.
Il treno deraglia. Non si sa perché.
Lui che odia il sesso, che è misogino e bigotto, si trova sepolto da una donna grassa, che probabilmente gli ha spezzato lo sterno.
Il treno è uscito fuori di stazione. E il suo articolo – lascio immaginare al lettore di che articolo si possa trattare – nel corso del deragliamento gli è finito in quel posto, proprio lì, facendogli perdere la verginità, proprio a lui che odia il sesso e che però il suo articolo lo vende porta a porta.
La morale?
Bohhh…
bacione
quel treno potrebbe essere la “giustizia divina” abbattutasi su chi predica bene ma in fondo razzola male..?
cinzia
Potrebbe essere la giustizia divina. O più semplicemente il Fato.
Certo è che che il tizio era uno che predicava male ma sapeva nasconderlo, altrimenti non sarebbe mai riuscito a piazzare il suo articolo.
Era una sorta di venditore di panacee.
beppe