Cinzia Pierangelini. In principio fu il mare,
ma con un po’ di buonismo di troppo
Giuseppe Iannozzi
Cinzia Pierangelini scrive e sa scrivere bene, è il caso di puntualizzarlo. E anche questo suo ultimo lavoro In principio fu il mare è ben scritto, peccato però che l’autrice dia sfogo a un po’ troppo buonismo sceverando così la vicenda narrata di quel verismo di cui avrebbe avuto un disperato bisogno.
Due destini che alla fine si incroceranno per dar corpo a una tragedia: Mohammed, giovane tunisino che in veste di clandestino sbarca in Sicilia, illudendosi d’aver raggiunto la ‘terra promessa’ e che, irrimediabilmente, andrà ad allungare le fila dei vucumprà; e Dodo, un ragazzo con degli handicap, che vive all’ombra del nonno, di un vecchio fascista che sempre si lamenta e che non esita un solo istante a gettare addosso al povero nipote tutta la sua meschinità pur dicendo d’amarlo con tutto sé stesso.
In principio fu il mare di Cinzia Pierangelini, purtroppo, non sfugge a quel politicamente corretto oggi così tanto in voga e che finisce col mortificare la realtà a solo favore d’una poesia talvolta un po’ imbalsamata. Un romanzo riuscito un po’ sì e un po’ no, nonostante sia Cinzia Pierangelini una grande scrittrice che in più d’un’occasione ha saputo regalarci autentiche perle come Eraclito e il muro, ‘A jatta, Un’altra Julia, Sangue garofano e cannella (con Giovanni Buzi).
In principio fu il mare – Cinzia Pierangelini – Pungitopo editore – collana Il vascello – ISBN 9788889244975 – pagine 152 – prezzo € 14,00



















































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