Colpo d’Oppio (due romanzi)
Ugo Sette tra Wilde, Thackeray e Coupland
di Giuseppe Iannozzi
Colpo d’Oppio – Ugo Sette
Rif.: INB10 -ISBN 978-88-6667-019-3 – pagine: 243
Lupo editore – Prezzo: € 16,50
Siamo a Q, in una provincia italica molto più che benestante, in una città situata a Nordest dove a farla da padroni sono (erano) i leghisti. Siamo con Ugo e siamo in sua compagnia.
Ugo è un inventore strampalato, un tipo in gamba che però la società tutta indica come un “alieno”, vale a dire uno che nella vita non combinerà mai niente di buono. Ugo perde tempo, inventa perché vorrebbe con le sue invenzioni portare del buono (del bene) all’umanità. Ugo sogna di riuscire a diventare un grande inventore, un po’ come Alessandro Volta. Ce la mette davvero tutta per partorire una invenzione rivoluzionaria. Non è facile: le idee non gli mancano ad Ugo, gli manca però chi crede in lui.
Ugo potrebbe ben essere una sorta di misantropo non fosse per il fatto che ama le donne, forse un po’ troppo. Il mondo d’attorno non gli piace né gli piace la TV. In realtà sono molte le cose che non lo convincono affatto. Ogni giorno Ugo si affaccia sul mondo e sempre lo trova assurdo, malato di sé stesso.
Colpo d’Oppio è l’ultimo lavoro di Ugo Sette edito da Lupo editore, che include ben due romanzi L’importanza di essere Ugo è il prequel de L’alieno. L’introduzione è firmata da Aldo Nove che sottolinea: “Latitanza dei fenomeni: ce ne sono stati troppi, tutto è fenomenale quindi tutto è abulico. Abulico: lo è il punto di vista, lo è la realtà che appena riserva qua e là un minimo di fuoco d’artificio, che storicamente (nella storia del nostro paese) è stato un incendio che ci ha annichiliti”. Ugo Sette ci porta a scoprire il provincialismo estremo dell’Italia, di un paese che ha conosciuto un falso miracolo economico negli anni Sessanta per subito darsi in pasto alla cultura dell’immagine, del presenzialismo a tutti i costi, e non da ultimo al fanatismo e all’egocentrismo.
Ugo Sette, adottando uno stile diretto e senza fronzoli, dispiega la sua filosofia di vita introducendo il lettore in una Italietta meschina, frigida, assurda e grottesca, in una Italietta gretta e ridicola. Tra tronisti, showmen, portaborse e politicanti, tra scrittori che tengono corsi di scrittura creativa (in un paese semianalfabeta e ignorante) e fattucchiere della New Age, in Colpo d’Oppio c’è l’attuale momento storico che stiamo attraversando e che par non debba mai finire.
Un po’ come il miglior Douglas Coupland (quello di Generation X: Tales for an Accelerated Culture e Shampoo Planet), Ugo Sette rompe il nostro specchio delle vanità per mostrarci quella Fiera che, purtroppo, in ognuno di noi si nasconde. Se William Makepeace Thackeray, sempre con ironia, neLa fiera delle vanitàmetteva a nudol’ipocrisia corrente, Ugo Sette par quasi voglia scientemente imitare Thackeray rivelandoci una società oramai asservita al potere, quasi del tutto lobotomizzata e avviata a estinguersi per mancanza di intelligenza.
Ugo SETTE: Nato per caso a Parigi nel 1977 anno in cui a Londra esplodeva il Punk, ha trascorso l’infanzia a Mestre, posto in cui le B.R. esplodevano occasionalmente colpi di pistola. Per il resto non succedeva niente di niente. Laureato in Antropologia Filosofica, dal momento che in Italia non riusciva ad insegnare lo fa di tanto in tanto all’estero anche se sempre più di rado. Berlino è la sua seconda casa, ma in Italia non ne ha una prima visti i prezzi. Si occupa con sempre maggiore assiduità di invenzioni e ricerca.
Il suo esordio narrativo è stato il racconto Io, il Walkman e Sara sull’antologia La musica è il mio radar (Mursia, 2010 a cura di Massimiliano Nuzzolo). Con un altro racconto appare sull’antologia Mestre per le strade (Azimut, 2010). L’alieno è il suo secondo romanzo anche se l’ha scritto per primo ed è approdato a InBox dopo una lunga serie di disavventure. Il suo primo romanzo s’intitola L’importanza di chiamarsi Ugo. Tante altre cose in arrivo, ma ora va un po’ di fretta.






















































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Sembra quasi che un po’ d’alieno lo siamo tutti con i nostri sogni, le nostre esuberanze il nostro timore d’altri e sopratutto delle persone perfette.
Penso che dalla recensione, questo libro sia molto bello….Poi Ugo è un bellissimo nome , strano a dirsi il nome che anni fa abbiamo dato ad un gattino trovatello e trasandato.
Complimenti ed auguri all’autore.
Buonanotte!!
♥ vany
Viviamo purtroppo in una società che guarda più all’immagine che alla sostanza, per cui per la maggior parte dei ‘cerebrolesi’ la perfezione significa stare dietro ai tiramenti della massa, della borghesia, di quelli che si fanno dieci lifting all’anno come minimo.
Meglio che non lo dica che hai dato nome Ugo a un gattino trovatello. AH AH AH Ugo è allergico ai gatti. AH AH AH
Se avrai modo di leggerti “Colpo d’Oppio” di Ugo Sette ti farai un mare di risate e i capelli da ricci ti torneranno lisci. E’ una perfetta polaroid del nostro momento storico, condita con colori, per così dire, molto ironici.
Miagolosa notte, MYa GattYna VanY ♥ ♥ ♥
orsetto di VaNY
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