Assange. Eroe non per caso. Il coraggio di un vero giornalista senza pregiudizi

Assange. Eroe non per caso

Il coraggio di un vero giornalista senza pregiudizi

a cura di Giuseppe Iannozzi

Julian Assange“Sono qui, oggi, perché non posso essere laggiù, assieme a voi. Ringrazio il presidente dell’Ecuador, il governo e il ministro degli Esteri che hanno difeso il diritto internazionale. Ringrazio anche il popolo ecuadoriano e anche la famiglia dell’ambasciatrice che hanno subito minacce per avermi accolto qui. L’Ecuador, una coraggiosa nazione, ha preso una posizione per la giustizia.

Ho chiesto a Obama di fare la cosa giusta. Gli Stati Uniti devono rinunciare alla caccia alle streghe nei confronti di Wikileaks e smettere di minacciare la libertà dei mezzi di informazione, che si tratti del mio sito o del New York Times”.


“Gli Stati Uniti devono tornare indietro sulle proprie decisioni, devono capire che non devono perseguirmi, non devono perseguire la democrazia, devono capire che vanno contro una persona che sta cercando di dire la verità.

Se Londra non ha buttato al vento la convenzione di Vienna è perché il mondo stava guardando, voi stavate guardando.

Chi minaccia Wikileaks minaccia la libertà di espressione. Bisogna uscire da questo momento di oscurità. Gli Usa devono tornare indietro sulle loro decisioni e devono capire che non devono perseguirmi, non devono perseguire la democrazia. Dobbiamo usare questo momento per garantire la scelta che devono adottare Regno Unito e Stati Uniti di riaffermare i grandi valori della libertà e della democrazia.

Bradley Manning è un eroe e deve essere liberato”. Assange ha parlato anche in favore delle Pussy Riot: “La condanna delle Pussy Riot a Mosca è un esempio di unità nell’oppressione”.

L’amministrazione Usa, per mezzo del portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, non dà risposte: “La questione deve essere risolta tra il governo britannico, quello ecuadoriano e quello svedese. In questa fase noi non siamo intervenuti e non ho nessuna indicazione su se si tratti di una faccenda su cui interverremo”.

Julian Assange è un eroe e non lo è per puro caso. Anche oggi, nella sua difficilissima condizione, non dimentica le ingiustizie, le meschine oppressioni che si consumano nella Russia di Putin.


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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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2 risposte a Assange. Eroe non per caso. Il coraggio di un vero giornalista senza pregiudizi

  1. Bianca ha detto:

    Alle volte sembra di assistere ad un qualcosa che è già stato interamente scritto, ripetuto e straripetuto. Assange che viene condannato per stupro dopo le sue rivelazioni, l’America che lo condanna, Putin che si erge a dittatore con tre ragazze… Ma che sia davvero allora l’inizio di un governo mondiale, o che questi siano, anch’essi, dei preludi? Sino a ieri ho letto in materia in modo sbigottito, oggi comincio a chiedermi se, a fronte di troppi fatti, davvero tutto non sia già stato realmente stabilito.

    Assange, infine, non sarebbe altro che l’ennesima vittima. Ma non più e non solo statunitense.

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Nessuno ha creduto alle accuse di stupro: se si analizzano i fatti con attenzione, ci si rende ben conto che è una manovra per portare Assange sul patibolo, perché ha fatto attività di informazione, di giornalismo scientifico portanto all’attenzione del mondo intero molto dello sporco che la politica produce.

      Putin è poi solo la reincarnazione dello stalinismo più bieco e ottuso. Il caso delle Pussy Riot è una inezia in confronto a tutto quello che ha fatto. Le tre ragazze andavano ammonite, ma non in maniera sì tanto severa, in maniera del tutto disumana e contro ogni logica, contro ogni tutela dei diritti umani. Ma gli è già andata bene, perché non fossero state al centro dell’attenzione pubblica, puoi star certa che avrebbero fatto una brutta fine.

      Hai presente la tremenda fine che ha fatto Anna Politkovskaja?
      Chi sono i loro assassini?

      Putin ha così detto circa l’omicidio di Anna: “Era ben conosciuta fra i giornalisti, gli attivisti per i diritti umani e in Occidente. Comunque, la sua influenza sulla vita politica russa era minima. Il suo omicidio ha fatto più danni delle sue pubblicazioni. Chiunque sia stato non resterà impunito.”
      A tutt’oggi non c’è un colpevole. Questa è la politica della Russia di Putin. Solo un presunto assassino, un certo Rustam Machmudov.

      I prodromi perché scoppi una guerra a livello mondiale ci sono tutti. Chissà in quanti se ne rendono realmente conto.

      beppe

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