L’Uomo Nero

L’Uomo Nero

Giuseppe Iannozzi

Questo breve racconto nasce come commento a il Il gioco – Lord Ninni (Ninni Raimondi), che Vi invito caldamente a leggere con attenzione.

Giuseppe Iannozzi


Asma, Houssein, Samir

Asma, Houssein, Samir

Sarà il mondo salvato dai bambini, da quelle anime innocenti che oggi giocano fingendo che la vita sia normale seppur sotto la minaccia d’un incessante fuoco che, in un attimo, potrebbe spazzare le loro tenere vite?

“L’innocenza è dei bambini. Guai a chi li tocca…”, usava ripeterci il vecchio Maestro, mentre noi bambini stavano ad ascoltarlo incapaci di comprendere che intendesse dire. A quel tempo non potevamo sospettare né immaginare che tanti micidiali abusi venissero perpetrati nei confronti di chi indifeso. Guardavamo noi al Maestro con un misto di tenerezza e paura: ci invitava a stare attenti, ma da chi, dall’Uomo Nero forse? In tanti ci avevano raccontato dell’Uomo Nero che nella notte viene e si porta via i bambini cattivi. Nessuno di noi credeva che l’Uomo Nero esistesse sul serio e però, per precauzione, quando la notte calava e il buio si manifestava nel dormitorio ognuno di noi si rifugiava con la testa sotto le lenzuola.

Ogni giorno il Maestro, con occhi lucidi di commozione, ci invitava a stare attenti: “Non prestate attenzione a chi vorrebbe regalarvi delle caramelle… per nessuna ragione al mondo”. Caramelle ce n’erano davvero poche e le poche ce c’erano venivano distribuite solo in occasioni molto molto speciali. Ma al di là dello steccato dell’Orfanotrofio noi lo sapevamo che c’era chi distribuiva caramelle ai bambini meno fortunati. Perché non avremmo dovute accettarle?

Uno di noi era fuori a combattere. Teneva un fucile in mano e chissà cos’altro. Lo sapevamo perché il Maestro una volta ci ha raccontato di lui. Un giorno è diventato grande, troppo grande per continuare a restare in Orfanotrofio ed è dovuto andar via. Il Maestro ha detto che adesso uccide i nemici prima che siano loro a uccidere lui. Il Maestro ha anche detto che non era questo che aveva sognato per lui, che non è giusto uccidere, che non è giusta la guerra.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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8 risposte a L’Uomo Nero

  1. orofiorentino ha detto:

    Un racconto particolarmente toccante. Tutti i bambini avrebbero diritto a una vita tranquilla ed essere amati. Gli orfani hanno già una vita condannata. Portano dentro, per tutta la vita, il senso di abbandono e spesso hanno paura di attaccarsi a qualcuno anche da adulti.
    Ti avevo già letto da Lord Ninni e mi aveva colpito.
    Sei una persona che ha un grande profondità interiore, speso la nascondi facendo il feroce: mi sbaglio?
    Un bacino piccolo, è troppo caldo
    Giovanna

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    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Hai detto giusto, cara Giovanna. C’è però un altro particolare: speriamo di no, ma c’è la possibilità neanche poi tanto remota, che una volta adulti diventino loro stessi dei soldati. Hai mai sentito parlare dei bambini soldato?

      Sono duro come critico. Null’altro. Adesso sto leggendo un libretto: ho già incontrato tre volte “macchina da scrivere” anziché “macchina per scrivere”. Scritto coi piedi e non dico altro. Non vale neanche una stroncatura.

      Bacino a te

      beppe

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      • orofiorentino ha detto:

        Purtroppo ne ho sentito parlare anche troppo. Quando si nasce e si vive nella guerra si finisce per conoscere solo quella. Poi non facciamoci illusioni: l’uomo è cattivo nel suo profondo. Lo diceva già Leonardo Da vinci: ” La vera bestia è l’uomo”.
        Tutto si ripete… ma ora con una velocità tremenda.
        Non mi pento di essere nata 60 anni fa, forse ho visto una parte di mondo ancora accettabile.
        Bacino
        Giovanna

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  2. Bianca ha detto:

    Imparando a non accettare caramelle dagli sconosciuti, si apprende l’”arte” dell’autodifesa che nasce dal sospetto. Da grandi, la conseguenza logica sarà cercare di donarle le caramelle anziché riceverle, a scanso di ogni rischio.

    Ma da grandi, che noi si abbia accettato caramelle o no, abbiamo già imparato che la vita è una dura guerra da combattere. E che senza armi, è spesso difficile farlo. Abbiamo anche imparato che spesso, per difenderci, dobbiamo essere i primi ad aggredire.

    Bello, molto profondo.

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    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Hai detto molto bene, cara Bianca: da grandi il serio rischio è che i bambini di oggi diventino loro stessi degli spacciatori di caramelle per vestire i panni dell’Uomo Nero. Hai colto nel segno.

      Ci sono purtroppo situazioni impossibili che rovinano la vita di tutti, dei combattenti in primis, perché loro malgrado costretti a uccidere per difendere la propria terra e dignità ad esistere. E’ un circolo vizioso: l’uomo è una creatura che da migliaia di anni si muove guerra. Non conosco altra specie animale che abbia fatto altrettanto contro i propri simili in maniera sì tanto indiscriminata. E più si va avanti e più l’uomo non impara dai suoi errori: li ripete in continuazione, sempre più bramoso di sangue e di “ismi”.

      beppe

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  3. Nì Ghail ha detto:

    I bambini giocano con l’immagine di ciò che riflettiamo nelle loro vite.
    Sperando in un Verità che non esiste, giocando con una Realtà che si finge buona per tirare fuori gli artigli una volta giunti al limite dell’infanzia … eppure i bambini, oggi, sono leggermente più spavaldi e disillusi di quanto lo eravamo noi e questo perché la violenza per loro è parte del gioco, di un gioco che considerano anche divertente … solo perché non vivono dentro la violenza. E non riescono più a crescere. Restano bambini, nelle scelte e nella mancanza di Coraggio e Tenacia nel vivere.
    Possono semplicemente schiacciare un bottone e tutto si ferma, per tornare a ridere e a lasciare fuori dalla porta un tragedia che non conoscono e che li sfiora appena.

    Per altri bambini invece non è così e nemmeno noi possiamo lontanamente immaginare cosa si prova a vivere nella guerra e nel dolore, nel sangue e nel rumore sordo di bombe e ferite che squarciano i giochi e le illusioni. Non si è nemmeno più bambini.

    Signor Iannozzi, lei scritto un brano che permette di andare oltre la riflessione stessa e approda direttamente nella coscienza profonda di ciò che dobbiamo guardare dritto in volto … prima o poi … e mi spaventa il domani … un domani che non si sa nemmeno se arriverà.

    Altro che far attenzione e non accettare caramelle da sconosciuti. Ci toccherà disarmare il cuore e l’anima dei nostri figli, per armare le nostre coscienze di poveri, piccoli esseri superficiali e ciechi.

    Le auguro una buona giornata.
    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail

    Slàn

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    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Sicuramente è come tu dici: oggi i bambini sognano ma sono anche più disillusi rispetto a ieri, questo perché, loro malgrado, sono costretti dalle esigenze sociali e politiche a diventare adulti davvero troppo troppo presto, acquistando purtroppo vizi e cattiverie del mondo dei grandi. Spesse volte ci troviamo di fronte a dei bambini che imitano gli adulti, ma che in realtà sono solo dei bambini, nonostante imbraccino un fucile, come accade in guerra. E’ invece più raro che i bambini, nonostante le avversità, riescano a mantener viva la loro freschezza, l’ingenuità, la voglia di scoprire e di costruire un mondo migliore.

      Cara Ni’Ghail, non hai proprio bisogno né di darmi del signore né del lei. Dammi pure del tu.

      I bambini sono il futuro. Sono l’Immortalità, perché sono loro che verranno dopo di noi: sono loro il miracolo dell’Eternità. Temo però che in tanti secoli questo non si sia ancora compreso, ed ecco così che ogni giorno migliaia di bambini muoiono macellati dalle bombe, dalle sevizie, dai soprusi e non da ultimo dalla fame più nera. Se non comprenderemo presto che i bambini sono il futuro questo nostro mondo non avrà un futuro in cui sperare. Occorre che l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale faccia di tutto per salvaguardare l’infanzia e metterla al riparo. Un popolo incapace di difendere i diritti dei propri cuccioli d’uomo è un popolo destinato ad estinguersi.

      Ti auguro una felice giornata, cara Ni’Ghail, ringranziandoti dal profondo del cuore per il tuo bel commento, che ha dato la stura ad altri elementi di riflessione.

      beppe

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  4. romanticavany ha detto:

    I bambini emulano i genitori ed è per questo che forse c’è qualcosa di sbagliato in chi procrea ed incoscientemente abbandona o maltratta.
    Oggi mi ha scritto mia zia da Israele sai, lei è missionaria ed accudisce i poveri trovatelli ed insegna loro scrivere e leggere per fortuna che anche nelle cattiverie della vita c’è chi è buono.
    Buon pomeriggio ♥ vany

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