A colloquio con un tutor. Corsi di scrittura creativa (racconto satirico)

A colloquio con un tutor

FAQ. CORSI DI SCRITTURA CREATIVA

Racconto satirico

Giuseppe Iannozzi

Donna che sta seguendo un corso di scrittura creativa

Donna che sta seguendo un corso di scrittura creativa


Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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lei ha seguito un corso di scrittura creativa

lei ha seguito un corso di scrittura creativa

Chi dovrebbe seguire un corso di scrittura creativa?
– Chi non ha talento.

Un corso di scrittura può insegnare il talento a un incapace?
– No. Il talento è innato nell’artista.

Perché tante mezze tacche si ostinano a sborsare soldi per dei corsi di scrittura?
– Sostanzialmente perché hanno soldi da buttar via, o un ego ipertrofico.

Se, per assurdo, dovessi frequentare un corso di scrittura dopo, anche se sono un asino totale, avrei qualche possibilità di pubblicare un libro con un editore?
– Certo che sì. Il corso serve soprattutto a questo.

Ma com’è possibile?
– Di bravi editor e ghostwriter il nostro paese abbonda. Saranno loro a scrivere il romanzo basandosi su un’idea, solitamente strampalata, dell’allievo che vedrà poi stampato il suo nome in copertina.

Quanto costa frequentare un corso di scrittura?
– Dipende.

Da cosa?
– Se dopo aver frequentato il corso l’allievo intende pubblicare un libro con un editore serio che lo sponsorizzi e che lo lanci sul mercato editoriale nella maniera giusta.

E quale sarebbe ‘la maniera giusta’?
– Impinguare le tasche dei più rinomati critici letterari.

Dunque i critici si presterebbero anche a questo tipo di operazioni bassamente commerciali?
– Sì, molti non si pongono nessun problema. Il lavoro del critico è un lavoro come un altro.

I libri lanciati da questi critici prezzolati funzionano?
– Il pubblico abbocca quasi sempre. Se l’autore è lanciato bene da un Carletto Debenedetti o un Filippino Della Porta, tanto per fare un paio di nomi grossi, poco ma sicuro che venderà 20.000 copie.

Lei tiene corsi di scrittura?
– Sì.

Perché?
– E’ un lavoro e rende piuttosto bene.

Anche in questo momento storico di profonda crisi economica?
– Sì. Le dirò di più, questa crisi sta aiutando le scuole di scrittura.

Come se lo spiega?
– I nostri allievi fanno un investimento sul loro futuro. Scrivere è un lavoro, non diverso da quello d’un calzolaio o d’un arrotino.

Forgiate dunque dei mestieranti e non degli artisti?
– Volendo… si può dire che è così.

Quanti di questi mestieranti riescono a pubblicare più di un libro?
– Uno o due, non di più. Dopo il primo e anche ultimo libro pubblicato, la maggior parte trova posto in una qualche redazione giornalistica in qualità di critico letterario.

E’ aberrante.
– I giornali hanno bisogno di critici disposti a dire ogni bene di ogni nuovo libro. Devono essere come delle veline, né più né meno.

Più maschi o femmine?
– Più femmine, un buon 60 per cento contro un 40 per certo scarso, questo perché le donne, più dei maschietti, hanno compreso che scrivere può essere una remunerativa opportunità lavorativa e di carriera.

E’ questa la ragione per cui si pubblicano un sempre maggiore numero di libri al femminile?
– Al pubblico piace l’archetipo della giovane e bella scrittrice di talento. L’editore immette sul mercato il prodotto che va di più.

Nascono delle liaison dangereuse all’interno dei corsi fra allievi e maestri?
– Sarebbe un po’ compromettente rispondere.

Ne deduco che…
– Se vuol sentirsi rispondere se allieve e tutor dei corsi finiscono a letto insieme, bene, accade fra persone adulte consenzienti. Sui banchi di scuola nascono i primi amori, non vedo perché non possano sbocciare…

Scusi se la interrompo, ma una relazione fra due studenti entrambi minorenni è una cosa innocente e naturale, tutt’altra cosa è invece una relazione fra una partecipante a un corso di scrittura creativa e il suo tutor.
– E perché mai? Sono adulti e vaccinati.

Perché è prostituzione.
– Questa è una considerazione pesante a cui non intendo dar spago.

Come preferisce lei.


Nota Bene: L’intervistato è uno dei tanti tutor che in tutta Italia tiene dei corsi di scrittura. Ha accettato di rispondere alle mie domande a patto che rispettassi la sua scelta di rimanere anonimo. – Giuseppe Iannozzi

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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2 risposte a A colloquio con un tutor. Corsi di scrittura creativa (racconto satirico)

  1. orofiorentino ha detto:

    Punto uno: SACROSANTO…il talento se c’è viene fuori se no…ciccia!!
    Punto due : TONFA !!! Si torna al discorso di mollar abbastanza quattrini per farsi decantare.
    Punto tre: SE VOLESSI pubblicare io un libro. Posso cantar in greco. Sono una di 62 anni quasi.
    Ovvero vecchia e rintontita…chi ti fila? Se poi ci provi tu, cioè, io:
    mi arrestano per oltraggio al pudore come minimo!!!

    Posso scrivere anche LA DIVINA COMMEDIA ( scusa Dante) resterei sempre una mezza calzetta nel cassonetto dei rifiuti.

    Cantami o Diva
    del pelide Achille
    l’ira funesta…

    Quelli erano tempi !!!

    Ciao Beppe, sempre bravissimo
    Bacio
    Giovanna

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      I corsi di scrittura, che non servono assolutamente a niente, servono solo a impinguare le tasche di chi li fa e di chi li promuove. C’è tanta gente che vorrebbe scrivere pur non essendo dotata di alcun talento. Le scuole di scrittura fanno leva sulle velleità artistiche e ti invitano, a pagamento ovviamente, a frequentare un corso per diventare scrittore. Ho letto alcune cose, uscite e pubblicate per chissà quali strani motivi, di chi ha frequentato questi corsi: fanno pietà. Il talento uno ce l’ha o non ce l’ha. Non si insegna una dote.

      Bacio a te

      beppe

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