Corsa in fondo all’ospedale

Corsa in fondo all’ospedale

Giuseppe Iannozzi

Chi parla dell’avvenire è un cialtrone, è l’adesso che conta. Invocare i posteri, è parlare ai vermi
Louis-Ferdinand Céline

Louis-Ferdinand Céline

Budello di genti e pareti bianche che si snoda all’infinito… Uno mi viene addosso, borbottando dice “Scusa, è urgente, in obitorio” e se ne va via spingendo il cadavere a rotelle… Un altro senza un dente in bocca e la barba di una settimana mi invita a scucire qualche spicciolo per prendere il treno… fuori di testa come un cavallo matto… lo degno appena d’uno sguardo e quello mi maledice e continua per la sua strada allungando i passi lungo il budello che noi tutti accoglie… Sedie a rotelle per i morti ambulanti tenuti in vita da flebo su flebo… umanità che oramai conosce sol più il buio del budello dell’ospedale… nessuno che abbia spirito di crepare e buonanotte… si attaccano alla vita con le unghie fino al punto di rottura… Verrebbe da vomitare… i topi banchettano ai piedi degli occasionali avventori e non si curano di chi li scaccia a pedate né di chi gli pesta la coda, sono loro i padroni qui dentro, sono loro il numero che conta… Il neon appiccicato al soffitto, a intervalli irregolari, sbadiglia fiammate di luce che bruciano la retina… non c’è via di fuga, si può solo continuare ad andare avanti ignorando… Infermieri e dottori squittiscono a bassa voce allargando sorrisi a trentadue denti… in testa il pensiero ossessivo è uno e uno solo, glielo si legge in fronte, scopare… scopare… scopare… Poco più in là, in questo budello senza fine, lui le urla contro che è una gran troia e lei lo prende a ceffoni… due cazzo di drogati che si lasciano coccolare dagli sguardi famelici dei topi… Cicche di sigarette, lattine di birra mezzo svuotate, profilattici usati, chewing gum masticati e sputati sulle pareti del lungo intestino… Odore di alcol… di formalina… di morte che esce da ogni camera numerata…  i pazienti attendono pazienti che sia fatta la volontà, di chi non lo sanno… masticano preghiere, masticano la sbobba che gli passa l’ospedale… “Serve sangue, più sangue…” urla una ragazzina e nessuno le bada… non immaginava che fosse così qui dentro, è giovane e ingenua ma presto si farà le ossa e prenderà pure lei lo sguardo delle infermiere troie… Il barbitonsore, un ometto basso e calvo, strascica i piedi reggendo nella mano destra la sua borsa nera coi ferri del mestiere dentro… tace… non sembra vivo… si porta avanti tenendo il capo chino fissando le mattonelle una a una quasi avesse paura di inciampare… TERAPIA INTENSIVA a caratteri grandi e rossi impressi sulla porta… DIVIETO DI ACCESSO AL PERSONALE NON AUTORIZZATO… Rimango di fronte alla porta… urla di chi sta rendendo l’anima a dio, al diavolo, e urla di chi fa festa per un topo finito schiacciato sotto il tacco degli zoccoli ospedalieri.


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Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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6 risposte a Corsa in fondo all’ospedale

  1. Bianca ha detto:

    Mia personale esperienza è stata quella di trovarmi di fronte ad un medico che usciva dall’ascensore dell’ospedale presso il quale ero ricoverata; occhi allucinati (o allampanati? mah), barba lunga (non sfatta, neanche curata), alto 1,50 (forse),. Chiedo a chi era con me chissà mai sarà quel medico, di che reparto. Scopriamo di lì a poco che c’è un piano che non risulta esistere nei piani dell’ascensore: quello della psichiatria. E quel medico era appunto un pazzo psichiatra.

    Benvenuti all’inferno. Dev’essere già un titolo di un film, se non di un libro. Io non so cosa sarà quando morirò, ed essendo atea devo anche dirti di non pormi il problema; ma ho imparato che l’inferno esiste, ed è proprio qui.

  2. orofiorentino ha detto:

    Di ospedali ne ho dovuti girare troppi credimi. Un tunnel così infinito e profondo non l’ho mai voluto vedere. Miserie di tutti i generi si, anche troppe ma ho anche sempre trovato medici o infermieri capaci di riscattare quelle miserie.
    Spesso: sono anche le nostre paure inconsce che amplificano i problemi.
    Quando mia madre stava morendo non la volevano ricoverare, lasciata lì in barella in attesa della fine. Ho chiamato i CARABINIERI e per MIRACOLO è comparso il posto letto. Guarda caso!!!
    Almeno è mancata con una dovuta dignità.
    Ti abbraccio
    Giovanna

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      E’ un iper-realismo imbastardito di cinismo quello che ho qui ritratto, imitando, non so dire quanto bene, Céline: non a caso ho usato tanti punti di sospensione studiati al fine di conferire un ritmo sincopato che bene s’aggiustasse con la scrittura e l’episodio qui descritto, che è essenzialmente la storia di un uomo che entra in ospedale per andare a trovare qualcuno in rianimazione.

      Non volevo parlare di malasanità, però ci sta comunque dentro in un racconto come questo: certo è che il sistema sanitario italiano sta affondando sempre di più. Chi ha i soldi si puà permettere le cure, chi invece è un comune mortale no, senza poi contare i tantissimi errori ferali che i dottori hanno prodotto a catena negli ultimi anni. Errori inconcepibili il più delle volte, errori che neanche un ragazzino alle prime armi avrebbe commesso. Come si puo’ mettere una flebo di latte a un neonato ad esempio? Purtroppo i dottori, o sedicenti tali, la fanno sempre franca. Qualche anno or sono in un ospedale torinese un famoso chirurgo mise valvole cardiache a dei pazienti: peccato fossero difettose ed espiantate da dei cadaveri. Dove credi che sia oggi questo qui? Non in galera.

      Un forte abbraccio

      beppe

      • orofiorentino ha detto:

        Dov’è successo alle Molinette? Ma poi espiantate a dei cadaveri !!! Pazzia pura.
        Nonostante tutto dicono che la nostra sanità è ancora fra le migliori. Coraggio !!!!
        Bacio
        Giovanna

  3. vanessa ha detto:

    Qualcosa di vero hai scritto, ma perdinci non può essere tutto così squallido.

    No, non deve essere come scrivi tu….Sei peso…peso…mamma quanto sei distruttivo ….


    ,no…no sei solo peso.

    PiSSicotti e lekkatine ;)

    ♥ vany

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Io peso peso peso?
      Ma no, ti assicuro che è così… i topi ci sono sul erio… non scherzo. :-(((
      Certo, io ho esagerato, perché il racconto voleva ritratte alla maniera di Céline uno spezzone di vita nichilista.

      L’orsetto tuo si è tanto tanto spaventato in ospedale. Adesso ho bisogno di tante tantiSSime coKKole. ♥ ♥ ♥

      Dottoressa Agnellino, cura il tuo orsetto, mettilo a letto con camomilla e coKKole.

      orsetto di VaNY

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