Gordiano Lupi: Fidel Castro. Biografia non autorizzata – intervista a cura di Giuseppe Iannozzi

Gordiano Lupi

Fidel Castro. Biografia non autorizzata

intervista a cura di Giuseppe Iannozzi

Fidel Castro. Biografia non autorizzata - Gordiano Lupi

FIDEL CASTRO – Biografia non autorizzata
A.Car (Milano, 2011)
ISBN: 9788864900179 – Pag. 250 – Euro 15,00

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Gordiano Lupi
http://www.infol.it/lupi/

in evidenza1) Fidel Castro. Biografia non autorizzata. “La rivoluzione cubana è la rivoluzione di Fidel Castro, un uomo che è stato capace di trasformare il suo paese in maniera radicale”. Così tu, Gordiano Lupi, scrivi nell’introduzione. Più avanti, in “Il comunismo di Fidel”, scrivi: “Fidel Castro ha costruito un marxismo-lenismo cubano unico al mondo, che non ha niente a che vedere con il comunismo sovietico e neppure con quello cinese”.  A tuo avviso, chi è realmente oggi Fidel Castro?  un “tiranno buono” (come l’ha definito Gabriel García Márquez), un tiranno democratico, o un tiranno punto e basta?

Fidel Castro – ora come ora – è soltanto un povero vecchio che discetta di proprietà benefiche della moringa e di altre piante medicinali che a suo parere risolverebbero tutti i problemi del popolo cubano. Si è ritagliato un ruolo di commentatore politico sul Granma, scrive Riflessioni, ma sono articoli sempre più brevi e inutili, che dimostrano una grande confusione di idee nella sua testa. I cubani attendono solo di essere liberati dalla sua ingombrante presenza.

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2) El Barba, un uomo pragmatico, un cattolico (o meglio uno che ha ricevuto una educazione cattolica), nel corso degli anni ha intrecciato ambigui rapporti con diversi tiranni, ha mal tollerato le religioni e la fede, ed ha purtroppo tirato su dei veri e propri campi di sterminio per tutti i suoi oppositori. Ciò nonostante Márquez lo ha definito un “tiranno buono”. El Barba, poco ma sicuro, ha cambiato il volto di Cuba, ma in peggio: forse si stava meglio prima, con il dittatore Fulgencio Batista!

No, non si stava meglio prima, la storia è complessa. Non è facile rispondere con una battuta. Posso dirti che negli anni Cinquanta il tenore di vita a Cuba era molto più alto che in Italia e che i nostri artigiani emigravano sull’isola in cerca di fortuna (vedi i calzolai di Castrovillari, ho conosciuto gli eredi quando sono andato in Calabria a parlare di Cuba). Posso aggiungere che esistevano una classe borghese ricca e un’aristocrazia agiata. Erano molte le ingiustizie sociali, però. C’erano tanti poveri. Adesso, in compenso, sono tutti poveri. Il comunismo ha diffuso la povertà in maniera globale, con poche eccezioni: i membri del partito, pochi privilegiati che vivono ai margini del turismo, le prostitute e i loro protettori. Non ti meravigliare, da questo punto di vista è tutto come un tempo, nonostante la propaganda ufficiale. Il mio amico Alejandro Torreguitart Ruiz – ottimo scrittore cubano che traduco – scrive: “Una volta Cuba era il casino degli americani, adesso è il bordello del mondo. Abbiamo cambiato in meglio. Abbiamo allargato la prospettiva” (Cuba particolar – Sesso all’Avana, Stampa Alternativa). Batista è stato uno dei Presidenti più inetti della storia cubana, solo grazie alla sua dabbenaggine Cuba è diventata comunista.

3) Papá Noel ed Ernesto Che Guevara non sono mai andati troppo d’accordo. Il primo era ed è tutt’ora un uomo pragmatico, troppo; il secondo invece era un idealista che ha pagato con la vita il suo idealismo. Nel tuo lavoro sottolinei che il “Che fu amico leale di Fidel”, perché “intimorito da un capo che rispettava e condivideva nella lotta per una società più giusta”. Il Che partì dunque per la Bolivia dove trovò la morte nel 1967. Si dice che Fidel fece poco o niente per aiutare il Che in Bolivia; si dice che Fidel, in qualche modo, abbia contribuito a organizzare la morte del Che; e si dice che il Che, dopo la rivoluzione cubana, era diventato una palla al piede per Castro che aspirava ad essere El Comandante di Cuba. A tuo avviso, quanto c’è di vero in tutto questo?

La verità non si potrà mai sapere. Di sicuro il Che ha fatto molto più comodo da morto che da vivo. Un guerrigliero vivo e attivo sarebbe stato ingestibile. Non credo che Fidel abbia voluto mandare a morire deliberatamente Che Guevara, ma penso che non abbia fatto niente per impedire che la missione in Bolivia finisse male.

4) Il caudillo, pur passando per un personaggio molto colto, è da sempre votato alla censura. La nuova società cubana si basa su un indottrinamento sistematico. Nella tua biografia non autorizzata evidenzi che “si tratta di una scuola retorica che ricorda il nostro modello fascista, e in generale ogni istruzione praticata in una società totalitaria”. Fidel ha fatto più del bene o del male alla società cubana?

Domanda che necessiterebbe di un altro libro per rispondere. Tutti i dittatori fanno anche cose buone, ma nel conto finale la bilancia pende a loro svantaggio. La cultura cubana – per limitarsi a quella letteraria – ha eliminato dai libri di testo scolastici uno scrittore come Guillermo Cabrera Infante (Premio Cervantes), ha travisato José Martí, ha abolito Reinaldo Arenas e per anni ha messo al bando tutta la letteratura omosessuale. Il pensiero unico non è mai positivo.

5) “La discriminazione comunista ha fatto vittime tra gli omosessuali, i religiosi, i rockettari e gli appartenenti a gruppi religiosi di origine afrocubana… sono stati internati per alcuni anni nelle famigerate UMAP (Unità Militari di Aiuto alla Produzione), veri e propri lager dove venivano rinchiusi i soggetti antisociali”. Tutto questo sarebbe potuto accadere se il Che non avesse perso la vita in Bolivia?

Il Che era il peggior nemico degli omosessuali. Sai cosa disse una volta quando vide nella biblioteca di un’ambasciata cubana all’estero le opere complete di Virgilio Piñera? “Buttatemi nella pattumiera i libri di questo frocio!”. Tu pensa che adesso a Cuba stanno rivalutando Piñera – che ha scritto teatro dell’assurdo prima di Ionesco e di Beckett – festeggiano i cent’anni dalla sua nascita e qualcuno si accorge soltanto adesso che è esistito.

6) “Il 1968 fu un anno importante, in tutto il mondo si verificarono rivolte giovanili e sommosse di piazza ispirate alle idee di Che Guevara e alla resistenza vietnamita”. In questo preciso momento storico, che vede nelle piazze di tutto il mondo o quasi tanti indignados, l’attuale società cubana come si pone?

La società cubana non si pone. La società cubana non esiste. Esiste un regime che ordina e i cubani che eseguono oppure tentano di scappare. Il sogno del cubano medio è quello di vivere all’estero per poter migliorare la situazione, senza occuparsi di politica perché è pericoloso. Brutto a dirsi ma è la cruda realtà. Certo, ci sono alcuni intellettuali che si danno da fare, gente come Yoani Sánchez, Reinaldo Escobar, Elizardo Sanchez, altri blogger e giornalisti indipendenti. Ma chi li segue? E poi la dissidenza sta perdendo i suoi uomini migliori, come Oswaldo Payá.

7) “L’amministrazione democratica di Barack Obama sembra aprire spiragli di cambiamento, favoriti anche da una progressiva uscita di scena di Fidel”. Davvero? E in che modo? Al momento non mi sembra che Cuba sia molto diversa da ieri. Però, forse, con la dipartita di Fidel sì, si potrà almeno sperare che Cuba diventi un po’ più libera e meno nervosa nei confronti degli Stati Uniti.

Cuba non è diversa da ieri. Ti faccio rispondere da Yoani Sánchez: “Obama è un leader del presente, ma Raúl Castro rappresenta il passato. Si tratta di un uomo che ha ereditato il potere per diritto di sangue e sta tentando di mantenerlo senza compiere cambiamenti significativi. Mi rattrista che molti cubani ripongano le loro speranze nel presidente nordamericano, nella influenza che la sua gestione possa avere a Cuba. Questo significa che i miei concittadini si rendono conto che dall’interno non è possibile cambiare niente. Purtroppo la società civile cubana è troppo frammentata e censurata per poter abbattere il muro. Nonostante tutto, alla scomparsa del simbolo che rappresenta la sua persona, moti cubani penseranno che è terminata un’intera epoca. Alcuni si sentiranno alleviati e forse le vendite di rum andranno alle stelle, mentre altri piangeranno in pubblico e davanti alle telecamere. Finalmente entrerà a far parte del nostro passato. Un giorno, quando i miei nipoti mi sentiranno parlare di Fidel Castro, non sapranno se era un politico, una stella della musica tradizionale o un giocatore di baseball. Quel giorno, sentirò che finalmente avremo superato il suo enorme peso verde olivo sulle nostre vite”. Più chiaro di così!

8) Castro non ce l’ha fatta a diventare il leader del Terzo Mondo. Tuttavia l’America Latina conta diversi piccoli tiranni e tutti più o meno fastidiosi se non addirittura pericolosi: Hugo Chávez, ad esempio, seppur malato, non incarna forse la continuazione delle idee castriste? E se sì, dobbiamo guardare a questo topolino venezuelano come a un possibile pericolo per la democrazia?

Sì, Chávez è il pericoloso erede delle idee castriste e se Cuba non è ancora sprofondata nella miseria e nei debiti il merito è soltanto suo. Il problema del futuro cubano sta proprio nell’incertezza della variabile Chávez, che è molto malato. Raúl Castro – che non è uno sciocco – si sta dando da fare per trovare nuovi alleati economico – politici come Russia, Vietnam e Cina. Chávez è un pericolo per la tranquillità del mondo intero, come lo sono i peggiori dittatori mediorientali, ma alla sua morte non esistono eredi…

9) “L’Unione Sovietica è morta per autodistruzione, per incapacità di difendersi, per la ristrettezza dei suoi dirigenti. A Cuba una cosa simile non sarebbe mai accaduta”.  Se non oggi, domani Cuba potrebbe seguire sorte non dissimile da quella dell’Unione Sovietica?

Cuba avrebbe fatto da tempo la fine dell’Unione Sovietica se non ci fossero stati, nell’ordine: il petrolio del Venezuela, gli introiti del turismo con tutto il mercato parallelo e  le rimesse di milioni di emigrati.

10) Il dopo Castro: è possibile fare delle previsioni su come sarà la società cubana? Il nazionalismo cubano cadrà una volta per tutte?

Impossibile. Si possono solo esprimere speranze. Faccio un nome come futuro Presidente che a molti non dirà nulla: Eliécer Ávila, un giovanotto coraggioso che viene dal Partito Comunista e ha avuto il coraggio di contestare in pubblico Ricardo Alarcón. Adesso tiene un blog interessante, scrive su Diario De Cuba, esprime opinioni politiche in senso democratico e liberale. Una speranza è che Cuba diventi inclusiva e pluralista, che il Progetto Heredia di Oswaldo Payá si trasformi in legge e che tutti i cubani abbiano il permesso di entrare e di uscire dalla loro terra senza chiedere autorizzazioni di regime.

11) Fidel, nella tua biografia non autorizzata, non viene ritratto come uno stinco di santo, tutt’altro. Fidel morirà nel suo letto, anche se non sappiano quando: per quel che ci è dato di sapere potrebbe tirare a campare ancora per anni. Raúl Castro non potrà reggere a lungo le redini di Cuba: giovane non lo è più da tanto tempo, e soprattutto non è un vero leader (le decisioni che prende sono in realtà prese da Fidel). Morti Fidel e Raúl, le idee castriste troveranno ancora terreno fertile dove poter (facilmente) attecchire?

Adesso non è più tanto vero. Raúl ha cominciato a governare davvero e sta prendendo decisioni autonome che al vero Fidel non sarebbero piaciute molto. Morto Raúl ci sono tanti giovani che potrebbero prendere il suo posto, ma prima si deve cambiare la forma di Stato e arrivare a libere elezioni. Sono convinto che Raúl non vincerebbe mai una libera consultazione elettorale.

12) Un’ultima domanda: nutro il sospetto che parlare oggi di comunismo sia sol più il disperato tentativo (da parte di una risicata minoranza) di dar voce a un anacronismo. Capitalismo e comunismo, nel corso del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, hanno dimostrato di non essere in grado di fare e tantomeno di esportare la democrazia. Qual è la tua opinione in merito?

Condivido. Sono due sistemi fallimentari che hanno prodotto soltanto miseria e facili illusioni. Il comunismo è peggiore, però, perché rappresenta la via più lunga tra il capitalismo e il capitalismo. L’ha già detto qualcun altro, ma mi piace. Visto che siamo a Cuba citiamo anche Cabrera Infante: “Il comunismo cubano ha nazionalizzato la miseria”. I mali del capitalismo, invece, li conosciamo e li scontiamo sulla nostra pelle. Condannare il comunismo cubano non significa approvare il capitalismo selvaggio. Est modus in rebus. O no?

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz, Yoani Sánchez, Felix Luis Viera ed Heberto Padilla. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con http://www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010), Tinto Brass, il poeta dell’erotismo (Profondo Rosso, 2010), Storia del cinema horror italiano – vol. 1 Il Gotico (Il Foglio, 2011). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol.it

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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5 risposte a Gordiano Lupi: Fidel Castro. Biografia non autorizzata – intervista a cura di Giuseppe Iannozzi

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    questo cercavo..ringrazio infinitamente te e Gordiano Lupi per questa intervista così intelligente pacata equilibrata impossibile da contestare…Ho avuto chiarimenti e conferme.
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Ero certo che l’argomento ti avrebbe interessato enormemente.
      Un consiglio disinteressato: procurati questa biografia e scoprirai molto molto di più.
      Ho letto parecchio su Fidel e Che Guevara, come potrai ben immaginare, ma il lavoro di Gordiano Lupi getta una luce nuova, inedita e coraggiosa sulla realtà cubana e la sua storia. Credo che l’autore, rispondendo alle mie domande, abbia ampiamente dimostrato di conoscere la Storia cubana e i suoi personaggi come pochi.

      beppe

  2. Hidran ha detto:

    Correggere la data di morte del Che, nella domanda 3, che non fu nel 1965
    ma 9 ottobre 1967

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