Karin Lanzer. Poesie di grano | di Iannozzi Giuseppe

Karin Lanzer. Poesie di grano

di Iannozzi Giuseppe

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Capelli di Grano

Capelli di Grano, sei sempre tu il mio guaio
Capelli di Grano, sei sempre tu la gioia
che più non scorgo quando in cielo cerco Gesù
Un dì mi hai raccontato una favola lunga lunga
e l’hai fatto come una bambina dispettosa
Alla fine, giuro, non sapevo più dove nascondere
il batticuore
Capelli di Grano, sei sempre tu il guaio
che dalla gola al cuore non vuol andar giù

Capelli di Grano, hai stregato la fortuna
che tenevo in tasca ancorata a un sassolino
Hai preso tutte le mie bugie di prima mano
e l’hai vendute per due lire al primo rigattiere
di passaggio, e devo dire che hai avuto
un bel coraggio

Mi hai messo sul piede di guerra,
l’amore in eterno non esiste e mai uno ce ne sarà!
Però poi mi hai baciato e io non l’ho dimenticato
anche se tu, Capelli di Grano, corri con il vento
e il vento ti insegna a fuggire lontano lontano

Capelli di Grano, mi hai chiamato poeta
Il vento ti ha sconvolta con uno schiaffo
Capelli di Grano, ho affidato all’eco la verità
che ogni uomo è un poeta e farina del diavolo

Capelli di Grano, Capelli di Grano, Capelli di Grano
C’è un arcobaleno in questo momento e per sempre
e c’è una colomba in volo che sfida nuvole e pallottole
Capelli di Grano, io sono falco e marinaio sull’agnello
Credi davvero di poter amare uno un po’ così e così?

Capelli di Grano, Capelli di Grano, Capelli di Grano
Capelli di Grano, io sono falco e marinaio, cenere di vanità
Credi davvero di poter sopportare un fuori di testa così?

Sei sempre tu il mio guaio, sempre tu la mia gioia,
il motivo che mi fa tornare con i piedi per terra
Per amarti non bisogna andar lontano, solo starti dietro

Fuoco di Paglia

La prima volta che ti ho incontrata
mi hai aperto la porta per darmela in faccia
Dovetti bussare di nuovo chiamandoti da fuori
Capelli di Grano, ed allora rispondesti
Ma non c’era già più un posto libero
per me nel tuo letto

Al mattino eri sempre bionda
Il sole alto non spandeva però calore
quell’inverno, non capivo il perché
Quando ti chiesi di portarmi il caffè
ricordai perché ero venuto da te
Sul tuo viso la Lacrima di Eterno Ghiaccio
finalmente si sciolse e ti baciò
la bocca dolce con il sale

Sapevamo entrambi che non sarei tornato
Lo abbiamo nascosto a tutti come una vergogna
Te lo avevo detto prima d’andare
che la prossima volta avresti parlato tu per me

Dovetti bussare di nuovo chiamandoti da fuori
più volte Fuoco di Paglia; sì, rispondesti infine
aprendo la porta, lasciando vive impronte
sulla neve gelata arrivando là dove da tempo
oramai riposo con la fragilità d’una stella alpina

Dimmi!

Dimmi, dimmi, dimmi.
Se amor non hai
da darmi, dimmi allora
prima che il sonno sia
a far di me suo rigetto
perché non un lamento
non un soffio di voce
non una sberla veloce
vien da te a dissacrare
il mio sacro inferno
fra tabernacoli e turiboli
nascosti? Forse ch’io
non grande abbastanza
alla Maestà dei tuoi occhi?
Se anche così fosse
non meriterei comunque
un bel calcio in culo
col piedino calzato
dentro a una scarpetta
di quelle di cristallo
che tanto di moda vanno?

Non chiedo poi molto
Se amor non ha da essere,
sia almeno l’odio imperituro,
odio che mano possa palpare
coi calli, a tutto insensibili.

Dimmi, dimmi perché
di silenzio le tempeste
che van formandosi
piano nelle nostre bocche.

Almeno tu! Tu che cantasti
la vergognosa mia virtù,
dimmi se ancor merito
quel che merito, struggimento
e patimento.

Bionda bollente

La testa in acqua
Da quando ho conosciuto lei
non ragiono più, il cervello andato
Da quando mi ha portato al sole
nei campi di grano, il suo biondo
mi ha fatto cadere di bocca
la sigaretta

Il nostro amore, così focoso!
Non ci avrei scommesso un dollaro
Giuro che è andata proprio così
Lei mi ha abbracciato
Alla mia maniera ho ricambiato
lasciando le mani scivolar sui suoi fianchi
E’ stato un attimo, in un attimo
tutta la mia vita s’è illuminata
ed ho capito che non è bene giocare
con il fuoco

E’ bastato un momento
per capire che lei non ci stava
In un niente ho perso l’ultima sigaretta
Così violento, infiammante devastante
questo amore, questo amore da coglioni

Dal nostro piccolo grande amore
non s’è salvato manco un cane…
il bosco divorato dalle fiamme
e la mia guancia bollente e rossa
con le sue cinque dita su stampate

Fortuna che non le avevo ancor confessato
la sacra e santa verità, di volerla mollare
senza né “se” né “ma”, perché non mi va
una che non me la dà nemmeno per pietà

Lacrime sul grano

Non piangere, Capelli di Grano
Amo le tue lacrime
fresche,
come acqua di sorgente
mettono nei tuoi occhi un che
di languido

Non piangere
se mi son dimenticato
il giorno del tuo compleanno
Ma amo il bambinesco rossore
che si fa strada sul tuo viso
d’angelo in pena

Non piangere
Ma baciami tra le lacrime
e bagnami con quell’amore
che ancora di te non so

Come miele Karin

Come miele nella bocca dell’orso ti scioglieresti
Ma ogni ombra nella notte ha una lama di rasoio affilata sul collo
e tutti hanno un motivo per vivere la vita d’un poeta o d’un assassino
Capelli di grano, biondo sole che nella mia ingenuità ti rifletti,
ieri ho visto un uomo bestemmiare sui suoi polsi ammanettati
e un altro libero ma annoiato tagliarseli ridendo di pazzia

Come miele tutti i diciottenni hanno scritto poesie
Come fiele tutti hanno ripetuto il loro stupido io
credendo di poter toccare le stelle, di poter alla luna
strappare la luce per un’eternità di fogli e d’inchiostro
E tutti noi, per scherzo o per gioco, abbiamo riposato
la testa sulla testa della ferrovia, complice il nostro amore
E anche tu, anche tu mio biondo amore, rosa di labbra affamate,
lo sai che si fa prima a gridare forte che ad asciugare le lacrime

Come miele tutti i diciottenni
Come fiele tutti i poeti per rabbia e ingenuità
non sono mai cresciuti, non sono mai andati più in là
Come tutti i diciottenni hanno amato un amore finito male

Capelli di grano, biondo sole, come miele nella mia bocca
Capelli di grano, biondo sole, come fiele nella mia bocca
nell’impossibilità di averti sempre a me accanto ingenua

Come miele, come fiele tutti
Come miele, come fiele i poeti
Come miele, come miele, come miele i diciottenni

Come miele nella bocca dell’orso ti scioglieresti

E io, e io, e io…
E io, io che invento, io nello schiaffo del vento

E io, e io, e io…

Biondo, biondo amore, mi accarezzo il vento fra i capelli
Capelli di grano, biondo sole, come fiele nella mia bocca
Biondo, biondo amore, mi acceco il cervello sotto il vento

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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10 risposte a Karin Lanzer. Poesie di grano | di Iannozzi Giuseppe

  1. vanessa ha detto:

    Complimenti!!!
    Sono tutte bellissime.

    Bacino ♥ vany

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Mia dolciSSima Polpettina di RiSo e di RiSate, tutto bene? C’è stato il terremoto anche dalle tue parti. :-((( Stai bene? Hai avuto paura? Lo so che sei forte come una Polpettina, però io son preoccupato lo stesso.

      ♥ ♥ ♥ Ti abbraccio fortiSSimo ma proprio tanto tanto affinché niente e nessuno possa anche sol toccarti con una piuma

      orsetto di VaNY

  2. orofiorentino ha detto:

    Una più bella dell’altra. Veramente

  3. annamaria49 ha detto:

    Ritmate poesie, intrise di sentimento.
    Le ho lette con molto piacere.
    Complimenti
    annamaria

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Più che altre hanno una musicalità basata su delle assonanze e sulla reiterazione di alcune parole chiave. ;-)

      Grazie infinite, cara Annamaria.

      Un grand abbraccio

      beppe

  4. cinzia stregaccia ha detto:

    Buongiorno Beppaccio ,gran bel post/dedica quella che più mi è piaciuta è Fuoco di paglia.
    un bacione
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Sono diverse poesie scritte in tempi diversi e adesso raccolte in una unica silloge.
      Ovviamente tutte le poesie sono state riviste e aggiustate migliorandole, per quei versi che erano un po’ così e così.
      E’ una bella silloge adesso.

      bacione

      beppe

  5. tuA ha detto:

    ammazza che miscuglio di grano..^_^

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