Camera d’ospedale n. 17 | di Iannozzi Giuseppe

Camera d’ospedale n. 17

di Iannozzi Giuseppe

Il nonnetto viene dimesso. E’ guarito.
E’ arzillo, felice di tornare a casa.
La nonna se lo coccola come fosse un bambino.
Il letto accanto è vuoto da qualche minuto. Il paziente che l’occupava ha reso l’anima a Dio da pochi minuti. La moglie raccatta le cose del marito defunto, il rasoio elettrico, il cellulare, la radiolina a pile e poche altre cose. Non si cura affatto del poco vestiario del defunto: magliette, calzini, calzoni li lascia dove sono, sul letto. Sospira mentre si deterge la fronte. In ospedale fa un caldo infernale, i termo sono tenuti molto alti.

Con gli occhi lucidi, la nonna accarezza la pelata del marito. Questa volta il nonnetto Beppe l’ha scampata per il rotto della cuffia: una broncopolmonite a ottanta e passa anni è un gran brutto affare. Ma nonno Beppe se l’è cavata, ha rimandato la Nera Falce a tenere compagnia a chi non crede in Dio. Il nonnetto è un uomo di fede, lo è sempre stato, ciò però non toglie che sia un gran rompicoglioni e una testa di mulo. La sua caparbietà e la sua fede hanno forse operato il miracolo. Un altro, al suo posto, poco ma sicuro, avrebbe tirato le cuoia.

La nonna si fa vicina alla vedova. “Le mie condoglianze, Signora…”, farfuglia con un nodo in gola.
La donna sgrana gli occhi. Poi, subito, schiude la bocca: “Non ce n’è bisogno!”
“Mi spiace…”
“A me no”, replica secca lei, con tono minaccioso.
La nonna rimane impietrita.
“Ho avuto un uomo accanto per quaranta anni. Adesso ne ho sessanta. Non sono ancora da buttar via. Ho una vita davanti. E’ risaputo che le donne vivono più a lungo dei maschi.”
La nonna tace e fa dietrofront. Prende la mano del suo compagno d’una vita e la stringe con forza. Insieme escono dalla camera d’ospedale numero 17.

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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4 risposte a Camera d’ospedale n. 17 | di Iannozzi Giuseppe

  1. orofiorentino ha detto:

    Molto simpatico, a parte l’argomento, questo tuo scritto. Quello che mi è piaciuto, in modo particolare, è la sincerità della vedova. Perchè essere ipocriti ? Certo nessuno si aspetta una risposta così brutale. In alcuni funerali ho visto certe scene di disperazione da far ridere i polli conoscendo certi antefatti !!!!
    Deliziosi i due vecchietti che tornano a casa insieme….tenerissimi
    Ciao beppe, sei un genio

    Giovanna

  2. vanessa ha detto:

    Sono fatti che accadono .
    Non c’è nulla da commentare o da criticare, perché dopo una perdita luttuosa le reazioni possono essere diversissime, c’è anche da dire che a volte ci sono persone che vivono tanto tempo con un marito o compagno subendo violenze o angherie e non sono capaci di difendersi o reagire perché lo vedi tutti i giorni negli omicidi di cronaca quante donne muoiono uccise dai loro ex mariti o compagni, quindi la signora vedova poteva aver risposto in quel modo o per una o per un’altra causa o semplicemente perché sentiva il bisogno di essere amata.
    Il nonnino è stato invece bravo, ha continuato tutta la vita a farsi amare dalla sua sposa.

    1 Bacetto e strizzatina
    ♥ vany

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Topolina, più che altro la novella vedova è una donna materialista alla quale della morte del marito interessa proprio niente. Non elabora il lutto perché non trova nella morte del marito una disgrazia o che altro. Non a caso di lui raccoglie solo quei beni che hanno un qualche valore commerciale, mentre gli effetti personali del morto li abbandona. E’ una materialista che non aspettava altro di liberarsi del marito.

      Il nonnetto invece ama la moglie e lei ama lui. Vivono l’uno nella fede dell’altro. E’ un caso raro d’amore fino alla morte, nel bene e nel male, ma non impossibile.

      Spero tutto bene, Topolina Vany. Sono un po’ preoccupato per te, come sempre del resto e in particolar modo in questo frangente nulla affatto felice per l’Emilia.

      Ti abbraccio forte forte, Topolina Vany. E ti faccio il solletico con un bacetto ♥ ♥ ♥

      orsetto di VaNY

  3. cinzia stregaccia ha detto:

    La sfortuna e la fortuna..concetti relativi in fondo…
    Buongiorno Beppe
    cinzia

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