Remo Bassini ghostwriter a precipizio – recensione di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Remo Bassini ghostwriter a precipizio

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Vicolo del precipizio, ultimo lavoro di Remo Bassini, per i tipi PerdisaPop, è un romanzo né buono né cattivo, ma che sicuramente accontenterà i non pochi estimatori dell’autore di Cortona. In una intervista, proprio in merito a Vicolo del precipizio, l’autore ha avuto modo di spiegare che “il mio personaggio vive a Torino e fa l’editor per un agente letterario”, ma che “al tempo stesso vuole scrivere un libro di ricordi, ambientato a Cortona”, in quel paese cui “Franco Migliacci ha dedicato la canzone Paese mio che stai sulla collina“; si è dunque di fronte a “un libro sui ricordi, in primo luogo”, ma anche a “una critica all’editoria e agli intellettuali, perlopiù di sinistra, che dettano legge. Anche il mio editor è di sinistra: ma fuori dagli schemi e dalle logiche, insomma son pronto a sentirmi dire: Ma tu chi cazzo credi di essere?”.

Vicolo del precipizio è anche denuncia delle mafiosette logiche editoriali? In una certa qual misura lo è, forse. Siamo tuttavia ben lontani da un Je t’accuse senza fronzoli: se l’accusa c’è, questa è così tanto ben mascherata nel plot narrativo che, alla fine, si riduce a un mero ammennicolo a solo favore della finzione letteraria.

In Vicolo del precipizio si racconta di Tiziano, ghostwriter che fa la fortuna di tanti imbrattacarte: il suo lavoro consiste nel dare una forma e un senso a degli scritti che altrimenti sarebbero impubblicabili. E’ una sorta di mercenario: riceve pacchi di denaro dai suoi committenti per scrivere quel lavoro che loro non sarebbero mai in grado di vergare, perché scevri d’un qualsivoglia talento critico e artistico. Tiziano confeziona libri su ordinazione e deve stare ben attento a non sgarrare, perché da lui si vuole un prodotto con precise caratteristiche di commerciabilità. Tiziano, stanco di essere fantasma tra i fantasmi, decide di far ritorno a Cortona, là dove è nato: sua intenzione è di scrivere qualcosa che sia suo in tutto e per tutto.
La figura del ghostwriter non è nuova: se ne parla anche nei talk-show made in Italy, per far spettacolo, per riderci su, in compagnia e alle ore più disparate. Non è una novità, non di oggi, che gran parte dei titoli pubblicati e portati in libreria sono stati in realtà scritti da altri, ovvero da ben preparati e ben oliati ‘scrittori fantasma’. Già Alexandre Dumas aveva i suoi nègres, che scrivevano le storie che poi lui firmava. C’è da dire che Dumas ci metteva l’idea principe, erano però i nègres a dover scrivere i voluminosi romanzi, che una volta terminati l’autore si premurava, forse, di rivedere per sommi capi.

Vicolo del precipizio che, apparentemente, Bassini aveva iniziato come un romanzo-denuncia, presto si mostra per quel che in realtà è, una sorta di raccolta di microstorie un po’ boccaccesche e che sono l’unica eredità che Cortona ha saputo svendere a prezzi d’inflazione al ghostwriter Tiziano. Se l’autore voleva portare una seria denuncia, purtroppo questa è morta a precipizio e in tutta fretta.  Un romanzo, né buono né cattivo, nulla più di questo.

Vicolo del Precipizio – Remo Bassini – PerdisaPop – Collana Corsari, diretta da Antonio Paolacci – Pagine 208 – ISBN 978-88-8372-556-2 - Prezzo euro 14,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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8 risposte a Remo Bassini ghostwriter a precipizio – recensione di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. LilaRia ha detto:

    mmm… non sembra essere niente di che…
    ciao Beppe! bonne dimanche

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    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Lila cara, non è un libro brutto, ma non è, almeno a mio avviso, uno dei migliori di Remo Bassini, che comunque scrive bene. Come ho evidenziato nella recensione voleva essere un romanzo-denuncia, ma nelle intenzioni: però presto si perde e finisce con l’essere una storia, o meglio una raccolta di microstorie, dove la denuncia praticamente scompare.

      kisses and hugs

      beppe

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  2. Alessandra Bianchi ha detto:

    Un’ottima recensione, caro Beppe.
    Mi viene in mente Ken Follett: mentre scriveva il poderoso “Mondo senza fine”, secondo me delegava a altri la stesura di romanzetti assai lontani dai suoi standard. Io non sono nessuno, ma piuttosto mi farei tagliare le mani.
    Avrei voluto commentare anche da Vany, ma purtroppo il problema tecnico continua a bloccarmi, e da te non ho visto la “voce” commenti.
    Splendida prova comunque (come sempre, del resto).
    Bacio a Vany*
    Abbraccio a Beppe ^^

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    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Remo è uh amico, ma non l’onestà prima d’ogn’altra cosa: il romanzo non é né buono né cattivo. E’ riuscito solo a metà. La denuncia intorno al mondo editoriale è una mera scusa per parlare di tutt’altro; sarebbe stato assai più onesto non accennare a una denuncia se poi non era intenzione dell’autore portarla avanti con coraggio sino in fondo e alle sue estreme conseguenze. In realtà si è di fronte a dei semplici racconti più o meno legati fra di loro e che ruotano intorno alla provincia di Cortona. Non è il lavoro migliore di Remo Bassini. Inizia bene e subito scade in una banalità a tratti allarmante, che tradisce quello che comunque è un ottimo incipit.

      Ken Follett non è tra i miei preferiti, ma come ho già avuto modo di dire da ogni scrittore c’è qualche cosa da imparare: I pilastri della Terra rimane a mio avviso il suo lavoro migliore e maggiormente organico.

      Non so come mai, cara Alessandra: io non ho problema alcuno con il blog di Vany. Glielo farò comunque presente.

      Grazie, cara Alessandra.

      Però a Vany il bacio e a me l’abbraccio. ;-) Va bene così, altrimenti poi Vany mi diventa gelosa. *__*

      Un abbraccio e a presto,

      beppe

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  3. Felice Muolo ha detto:

    Non sono solo io quindi ad avere problemi con il blog di Viola.

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  4. remobassini ha detto:

    Ciao Beppe, buone cose a te e a chi passa di qui.

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  5. antonio b. ha detto:

    Ho avuto anche io l’impressione che bassini si sia lasciato un pò andare. Convengo anche io, ottima recensione che non fa sconti, così deve essere. Ha letto Un altro best seller e siamo rovinati ? http://www.mursia.com/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.tpl&product_id=3148&category_id=47&option=com_virtuemart&Itemid=58&vmcchk=1&Itemid=58

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