Chi cazzo se ne fotte! Buon appetito a tutti

Chi cazzo se ne fotte!

Buon appetito a tutti

Giuseppe Iannozzi

Avevo fame quel giorno, nonostante non sia io un crapulone.
La dura giornata di lavoro mi aveva prosciugato di ogni energia, dovevo assolutamente buttare giù qualcosa.
Di solito evito le piccole osterie, ma non avevo alternative: nei paraggi c’era solo una bettola con un nome che era tutto un programma, Me Cojoni.
Deglutii.
Avevo posato mattoni, impastato la calce, portato sacchi di cemento sulle spalle per ore e ore sotto il sole cocente, e venuta la sera non mi reggevo più in piedi.
L’osteria Me Cojoni aveva tutta l’aria di uno di quei posti che si trovano solo in certi romanzi horror scadenti e da edicola.
Entrai.
I tavoli erano tutti vuoti. Io ero l’unico cliente.
L’oste, più simile a un orco che non a un uomo, mi accolse con un sorriso a trentadue denti: “Buonasera, Signore!”
Risposi con un cenno del capo e mi misi a sedere a uno dei tanti tavoli vuoti.
“C’è il piatto della casa”, disse subito l’oste. Capii così che o il piatto della casa o niente.
“Ovvero?”

“Rognoni e salsiccia, con contorno di patate, il tutto con un sughetto da leccarsi i baffi.”
“Immagino che debba essere molto buono.”
Attesi con pazienza, poco, a dir la verità: il piatto venne deposto sotto il mio naso dopo due minuti.
L’odore era invitante e anche il piatto si presentava bene: una grossa salsiccia affiancata da due grossi rognoni, e come contorno patate affogate in un sughetto profumato, con del rosmarino. Mi dissi che l’oste doveva essere un gran burlone: era proprio un ‘piatto del cazzo’, un’opera d’arte a suo modo.
Non ci pensai più su e presi a mangiare.
Dopo due bocconi, l’acquolina in bocca crebbe a dismisura.
Divorai il ‘piatto del cazzo’ con una voracità che non credevo d’avere. E feci il bis.

Passarono alcuni giorni; nell’intanto il mio lavoro nei pressi di A. era finito e iniziai così a lavorare altrove, in una grande città, per tirar su un nuovo albergo, uno di gran lusso per signori con milioni a palate nelle tasche. Fu per puro caso che, durante la pausa pranzo, mentre masticavo i miei panini che un collega mi fece vedere il giornale. La prima reazione fu di vomitare anche l’anima. Fui mio malgrado costretto a scendere dall’impalcatura, perché le gambe non mi reggevano e testa e stomaco erano andati, manco mi fossi calato dell’ecstasy sputtanata.
L’articolo di giornale che avevo letto non lasciava purtroppo spazio a dubbi: “… un nucleo antisofisticazione ha fatto irruzione nella trattoria, Me Cojoni. Il piatto della casa: l’organo sessuale maschile. In una ghiacciaia sono stati trovati diversi peni maschili surgelati. Le indagini sono tutt’ora in corso. Secondo alcune indiscrezioni gli organi sessuali sarebbero di origine caucasica…”.


Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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