Lettera
di Iannozzi Giuseppe
Amore, ti scrivo queste poche righe, perché piccolo è stato l’amore che ci ha visti insieme. Non ho molto in tasca e le parole che vorrei liberare è meglio tacerle.
Amore, qui è quasi primavera e la mia vita ha cambiato dolcezza. Non ha senso chiedersi perché ti sei venduta. Non ha ragione d’esistere la possibilità di rimanere amici.
Amore, ti lascio così. Ma ti auguro che un giorno tu possa perdonarci tutte le carezze sciupate e le frottole bevute in quel caffè.
Arrivederci Amore, avevi gli occhi belli. Arrivederci Amore, avevi l’Anima presa nell’eterna stanchezza d’un’aritmia di speranza per un dolore diverso da noi.



















































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ultimamente è come se stesse nascendo una nuova parte di te.. non so..stavo per scrivere riguardo questo tuo triste poi ho pensato no..profondo e realista..
cinzia
Più che nascere si dovrebbe parlare di riesumazione. Mi spiego: molto di quello che sto mettendo online appartiene al passato, roba che avevo scartato. Sto insomma compulsando nei miei archivi per tirare fuori il buono che forse c’è: e mi pare che qualcosa ci sia. Se trovo qualche cosa di buono allora ci lavoro un po’ sopra e lo posto, altrimenti niente. Ovviamente alterno con il nuovo, che in ogni caso non è poco. Hai ancora molto da leggere, Stregaccia.
Come “La collina delle croci”, ad esempio. ^__^
bacio
beppe