La mia cacca

La mia cacca – In pulman

di Iannozzi Giuseppe

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La mia cacca

In ritardo sul lavoro. Mi sveglio. Non ho sentito la sveglia. Mi sveglio perché sono abituato ad aggrapparmi alla vita con le unghie e coi denti. Il marmo è sempre freddo, i miei piedi nudi lo sanno bene, sembra di camminare su una lapide di marmo ma non posso far finta di non essermi alzato con il piede sinistro, così mi faccio coraggio, avanzo senza guardarmi alle spalle. In bagno una lama di specchio mi assicura che la mia immagine è un pugno in un occhio. Mi dico che è il caso che evacui senza pensarci sù.

Suona però il campanello. Una due tre volte. Non ho scelta, devo andare incontro al postino così come sono. Ci è abituato, non ci fa quasi più caso a come sono messo. Gli faccio giusto un po’ di pena. Sospiro. Abbasso la testa e firmo. E finalmente lui mi mette in mano il mio, poi mi dà le spalle senza un saluto. Sento il telefono squillare. Inciampo. Il pacchetto mi vola di mano. Cade sul ballatoio e la mia faccia anche. Ho le orecchie gli occhi la bocca piena di cacca. Di cacca. Non mi resta che leccarmi le ferite e assumere la posizione del Loto.

In pulman

Sul pulman è sempre un gran pigia-pigia, non si sa mai dove mettere piede; uno sta in piedi col terrore di calpestare la coda o d’un cane lupo o il quarantasei d’un piantagrane. Sul pulman bisogna stare sempre con gl’occhi ben aperti; se qualcuno con mano di velluto ti accarezza il sedere non è per una proposta indecente, ma solo per sfilarti il portafoglio di tasca. I taccheggiatori sono la norma nelle ore di punta e no, e coglierli in fallo è più difficile che camminare sulle acque a piedi nudi. Bisogna poi stare attenti alle nonne, che pur avendo tutt’e due i piedi nella fossa affollano i mezzi pubblici per farti dispetto o per andare a trovare il marito al cimitero. Fragili e inacidite dalla vita non risparmiano mai di azzannare alla giugulare il primo malcapitato. Inutile sottolineare che una volta azzannati da una nonnina con la dentiera è d’obbligo chiamare il 118 sperando che facciano in tempo ad arrivare con l’antirabbica in siringa. Il più delle volte l’ambulanza non arriva in tempo, e il poveraccio che è stato morso dalla vecchina può solo pregare che la morte sopravvenga veloce e senza troppo dolore. La verità è che per viaggiare in pulman ci vuole non meno coraggio di Sandokan. Il povero Salgari, morto suicida oppresso dai dediti, non avrebbe mai potuto immaginare una cosa tanto abnorme come la giungla cittadina, di questo son sicuro.

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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6 risposte a La mia cacca

  1. vanessa ha detto:

    Già, già tutto ciò che hai scritto può essere vero, ma riguardo alle nonnine se fossi in te sarei più veemente poverine dopo aver lavorato una vita si trovano sole, i figli forse le sfruttano, i nipoti vogliono la paghetta e poi dopo nemmeno le considerano e così magari si trovano con ancora il debito della casa e soprattutto senza entusiasmi o sogni.
    Ben vengano quelle che viaggiano sui pullman deve essere terribile vivere in un ospizio o
    oppresse e salassate dalle badanti nella propria casa, nei propri sforzi e sacrifici.
    Pensale un attimo quando le vedi e se ti paiono acide sicuramente c’è il perché.
    Per il resto io mi sono appena alzata e ho gli occhi gonfi ed anche il mio specchio mi dice che sono una rana.
    Buongiorno King, buon martedì grasso, oggi puoi straffogarti di frittelline dolci, domani
    puoi spargerti la cenere sul capo perchè inizia la quaresima , la penitenza.
    1 bacio con il cuore. Buongiorno! ♥ vany

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Tu hai una immagine troppo edulcorata delle nonne. Ti assicuro che possono essere peggio, molto peggio di certi ragazzi in alcuni casi. Ce ne sono certe che t’ammazzano di botte. ;-) Sul pulman sono delle perfette rambo poi. ;-)

      Chiaro che lo dico con molta ironia, anche se è vero che certe vecchine ti fanno saltare i nervi anche se sei un santo. :-D

      Le nonnine acide ci sono, ce n’era una giusto l’altro giorno che rimpiangeva Mussolini sul pulman (lo so che è scorretto scrivere “pulman”, è difatti una italianizzazione, come vecchina che non esiste nel vocabolario) e che inveiva… Meglio lasciar perdere, mi ha fatto venire i brividi.

      Tu non sei una rana. Sei la mia AGNELLINA. E’ solo che hai ancora un po’ di sonno e gli occhietti ti si chiudono. ;-)

      Domani ci pensiamo alla cenere. Ma oggi è LA FESTE DELLE AGNELLINE COME TE. ♥ ♥ ♥ Per cui più tardi solo e solo e solo poesie dolci dolci. ♥ ♥ ♥

      1 BACIONE CON IL CUORE E CON L’ANIMA, ANZI 2, ANZI 3, ANZI UN INFINITO DI BACI X TE, AGNELLINA VANY

      orsetto di VaNY

  2. cinzia stregaccia ha detto:

    ma il primo non lo avevi già postato? o son io rimbambita? Le vecchiette…mamma mia io ho rinunciato ad andare a fare la spesa il martedi al supermercato sotto casa mia perchè fanno la promozione per gli anziani…sono assatanate antipatiche prepotenti e dato che a me è stato insegnato di portar rispetto verso i vecchi evito perchè a volte gli darei il carrello con tutta la spesa in testa.
    bacione
    cinzia
    p.s. ti ho risposto da me

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      No, non l’avevo pubblicato il primo. E’ l’età, cinquecentocinquantasette anni cominciano a pesarti. :-D

      Bellissime le promozioni per gli anziani, ci si azzuffa che è una meraviglia. ;-) Non ti dico che cosa non combinano le vecchine. Ma poi penso: un giorno potrei diventare come loro, un nonno rompicoglioni, per cui finisce che sto zitto.

      baciohe a te

  3. cinzia stregaccia ha detto:

    Ma tu sei già un rompicoglioni ahahahahaha
    cinzia

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