I nuovi Vampiri. Da Carla Bruni a Naomi Campbell. Dal clero pedofilo a Hugo Chavez. La letteratura sui vampiri che non denuncia

I nuovi Vampiri

Da Carla Bruni a Naomi Campbell
Dal clero pedofilo a Hugo Chavez
La letteratura sui vampiri che non denuncia

di Iannozzi Giuseppe

Questi appunti, in forma di bozza, sono apparsi per la prima volta sul bel blog Letteratitudine dell’amico Massimo Maugeri, sul post che ha per titolo Dibattito sulla letteratura dei vampiri… e di altri orrori.

Sono ora qui presentati in una forma leggermente accomodata.

[ g.i. ]

Non se ne può più di vampiri e pipistrelli. Oramai in libreria ci sono i vampiri e poco altro, al limite uno zombie o due che circolano tra i gialli con aria smorta.

E’ una moda il vampiro redivivo, in una società come la nostra che ti dissangua; che ti strappa di mano la libertà; che ti ammazza in guerra o per fame; che vede prepotente il ritorno di un oscurantismo clericale; che è in mano al terrorismo nazionale e internazionale; che è sotto il dominio del demonio dell’intolleranza: la narrativa incentrata sui vampiri è tornata a mietere vittime, tra i lettori più giovani purtroppo.

C’è un violento ritorno alle mode vittoriane, d’altro canto le strade sono infestate da criminali e pazzi di ogni sorta. Ci sono davvero un bordello di libri con i vampiri per protagonisti, ora crudelissimi ora umanissimi. La realtà è però che l’unico vampiro di un certo valore, sotto la luce del sole, rimane quello di Joseph Sheridan Le Fanu. Per fortuna si è riscoperto anche Robert E. Howard seppur con un filmaccio come quello oggi in sala (Solomon Kane, regia e sceneggiatura di Michael J. Bassett). Per nostra fortuna il ciclo di Solomon Kane è stato ristampato; c’è da dire che mancava da un bel po’ di tempo dagli scaffali della buona letteratura avventurosa. Speriamo dunque che l’attenzione del pubblico non sia solamente rivolta al film di M.J. Bassett, che con il personaggio creato da Robert E. Howard ha poco o nulla a che vedere.

Naomi Campbell non doveva diventare la “dittatrice” di Chavez? Si diceva che l’avesse proprio vampirizzato; che era ormai certo che lei sarebbe stata la “carla bruni” venezuelana; che lei e Chavez sarebbero stati la coppia più bella del mondo, più di Carla e Sarkozy – non che ci voglia poi molto… Stavolta Woody Allen ha preso un granchio, la Carla sul set è impacciata da far paura, nemmeno il buon Woody può far miracoli; poi con Sarkozy che dall’ombra del dietro le quinte irrompe repentinamente sulla scena come il Fantasma dell’Opera, lavorare è impossibile per chiunque.

Ma chi è davvero Carla? La Carla che dopo il primo album non se l’è filata più nessuno, nemmeno quando ha tentato maldestramente di fare una cover di Francesco Guccini? E non è Sarkozy - che per il momento è il suo compagno – che sta adoprando la più infame censura pur di tutelare il presunto onore della consorte? Giornalisti defenestrati, minacciati, iscritti nella black list.
Chi sono in realtà Carla Bruni e Naomi Campbell?
Direi che sono proprio quello che sono.
La Campbell piange in tv. Attrice discreta. Naomi calva. Naomi con le mani sporche di sangue, di diamanti insanguinati. Donna del più grosso magnate russo e del più discusso anche. Una donna-vampira passata dallo stalinismo censorio di Chavez al più spietato capitalismo russo, quello di Vladimir Doronin. Donna violenta, più volte finita sulle pagine scandalistiche per i suoi feroci attacchi d’ira, che non si sono mai limitati a una tirata di capelli. Una ex modella che oggi sarebbe calva o quasi a seguito del continuo uso di extension, tinte e parrucche. Adesso ha i capelli rasati sulle tempie, là dove pare siano andati persi. Ma anche la fronte è diventata particolarmente alta. Senza parrucca, la Campbell appare calva sulle tempie e con una fronte da far quasi invidia a Nosferatu.

Si nasce punk e si muore seppelliti nell’incenso di papa Ratzinger. Così è stato per Giovanni Lindo Ferretti, tragico caso nostrano che dagli sputi voluti e raccolti sul palco negli anni Ottanta, oggi rinnegando il punk e il comunismo, rinnegando tutto il passato, si è dato anima e corpo al clero. Si fosse dato alla religione, niente da ridire: purché non per una spiritualità investita di solo fanatismo. Il problema con Ferretti è che non si è dato alla religione, alla spiritualità, bensì al fanatismo cattolico, al Vaticano, a quello di Ratzinger, il quale pulito non lo è affatto.

Un vampiro in Vaticano: ritirate tre denunce nel Kentucky.
Perché? Che è accaduto a queste vittime? Che pressioni possono aver mai subito? Di sicuro, pressioni che non possono portare all’attenzione dell’opinione pubblica. Democrazia sì ma non per tutti, uno dei grandi paradossi dell’America che già Pete Seeger denunciava negli anni Settanta – subendo la censura dell’America democratica.
Oggi Padre Lombardi si dice soddisfatto, è tutto un giubilo: “Questo non significa in alcun modo minimizzare l’orrore e la condanna per le vicende degli abusi sessuali e la compassione per le sofferenze delle vittime”. Parole.
Perché tre vittime del clero pedofilo hanno rinunciato a portare avanti la causa contro il Vaticano? Quali pressioni, quali minacce? Vittime che per trenta anni hanno denunciato il Vaticano, il suo clero e che oggi di punto in bianco fanno marcia indietro; ciò dovrebbe far riflettere, tanto più che Padre Lombardi si esprime in termini a dir poco ambigui: “E’ positivo che una causa su un presunto coinvolgimento della Santa Sede in responsabilità di occultamento di abusi si sia dimostrata originata da un’accusa infondata”. Sta forse insinuando che le tre vittime hanno mentito per trenta anni al solo scopo di fare uno sgambetto alla Chiesa cattolica, a Ratzinger?

I vampiri peggiori sono tra certi personaggi del clero e della politica, delle passerelle di moda, delle majors discografiche ed editoriali. I vampiri di oggi non sono dei poveri accattoni. Sono invece dei personaggi chiave del Potere, di quel Potere che governa gli accadimenti dell’attuale momento storico.

Quello che la letteratura sui vampiri non è riuscita a fare è di diventare strumento di denuncia sociale. Abbiamo invece vampiri belli e buoni e giovani, senza né macchia né peccato, quelli della Meyer, che sono vampiri solo per via del cerone – imposto loro dalla mano della scrittrice -, non per altro.

NO OTI veri vampiri – in carne e ossa e sangue – sono tra di noi, capaci di passare da un estremo all’altro, nascondendosi sempre dietro parrucche e maschere. Fingendo d’essere gli eterni non invecchiati.

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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